(english / italiano - prima parte di due / first part of two)

Duro scontro diplomatico sul Kosovo, i nostri media glissano


D'Alema ha già deciso che il Kosovo diventerà "indipendente" (v.
sotto, notizie del 17 e 22/11), eppure dice che si può ancora trovare
sulla questione un "compromesso creativo" (v. sotto, notizia del
5/12). Quale compromesso, se le posizioni in campo sono
diametralmente opposte e mentre la situazione sul terreno richiama
alla memoria i peggiori momenti della occupazione nazifascista di
quelle terre?
La Russia promette che porrà il veto al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU in caso di votazione sulla "indipendenza" (leggi: secessione
come primo passo per la annessione alla Repubblica di Albania); gli
USA fingono di non crederci (v. sotto, notizia del 5/12). Nel
frattempo, i leader irredentisti pan-albanesi non fanno sconti: già
cercano di aprire rappresentanze diplomatiche all'estero, mentre
ventilano l'abbattimento dei confini con l'Albania (v. sotto, notizie
del 14-17/3 e 4, 6 e 9/11).
Ripercorriamo alcuni dei momenti di questo violento scontro
diplomatico che ha costellato tutto il 2006 e che sta diventando
incandescente; altri ancora sono stati già segnalati sulla nostra
lista JUGOINFO (vedi l'archivio: http://groups.yahoo.com/group/crj-
mailinglist/messages ).
Che dire per il 2007? Con questa classe dirigente, balcanica,
statunitense ed europea-occidentale, possiamo solo dire: AUGURI ! Ne
abbiamo tutti davvero bisogno, kosovari non-albanofoni in primis.
(a cura di I. Slavo)

1. LINKS

2. NEWS


=== 1. LINKS ===

(NOTA: I documenti qui segnalati non implicano affatto la
condivisione dei loro contenuti da parte del CNJ)


Il Kosovo della discordia

26.10.2005 scrive Franco Juri - Gelo tra Belgrado e Lubiana dopo
le affermazioni del Presidente sloveno secondo il quale in 5 anni il
Kosovo dovrà divenire indipendente. Un nuovo protagonismo della
diplomazia slovena che vuole porsi come mediazione tra USA e UE per
smuovere il »pantano balcanico«?

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/4862/1/51/


All'indipendenza non c'è alternativa

21.12.2005 scrive Alma Lama - Che ne pensa uno storico di quanto
sta avvenendo in Kosovo? Alma Lama ha intervistato Mark Krasniqi,
professore universitario e leader del Partito Democristiano del
Kosovo. Decentramento, ruolo della Chiesa ortodossa, intellettuali e
negoziazioni sullo status alcuni dei temi affrontati

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/5076/1/51/


Empire, Kosovo, and "Natural Albania"

ANTIWAR, Thursday, August 24, 2006
Balkan Express - by Nebojsa Malic
... Epoka e Re, an Albanian paper published in Kosovo, printed an
interview on Aug. 22 with Koco Danaj, described as a political
adviser to Albania's Prime Minister Sali Berisha, in which Danaj
called for the creation of a "natural Albania" by 2013...

http://www.antiwar.com/malic/?articleid=9596

Belgrado: Ahtisaari indigesto

31.08.2006 Da Belgrado, scrive Danijela Nenadić
Una frase molto poco diplomatica (SIC) di Marrti Ahtisaari, inviato
speciale dell’ONU per i negoziati sul futuro status del Kosovo, e in
Serbia è una levata di scudi. Dalla nostra corrispondente a Belgrado

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6087/1/51/

Kosovo: Mission Accomplished? Condi shakes hands with yet another
unsavory ally

Posted on Friday, September 15, 2006. By Ken Silverstein and
Sebastian Sosman.

http://harpers.org/sb-kosovo-mis-1158344060.html

What To Do About Ahtisaari?

10 September 2006 - By David Binder
It is now a month since Martti Ahtisaari made a remark to Belgrade’s
negotiating team in Vienna about the Serbian people. According to
them, he said Serbs were “guilty as a nation” for the actions of
the Milosevic government during the Balkan wars.
The accusation swiftly stirred comparisons to the “collective
guilt” concept which [...]

http://www.balkanalysis.com/2006/09/10/what-to-do-about-ahtisaari/

DIPLOMATS PLAN MISSION FOR INDEPENDENT KOSOVO

New body, modelled on Bosnian precedent, will have high-profile role
but may not be able to stop Serbs effectively seceding. By Tim Judah
in Pristina and north Mitrovica (Balkan Insight, 26 oct 06)

http://www.birn.eu.com/insight_56_5_eng.php


The EU Has No ‘Plan B’ for the Balkans, or, Welcome to the
Reservation

5 October 2006 - By Christopher Deliso
EU policy towards the West Balkan states has sought to keep the
various antagonistic nations and ethnicities from one another’s
throats, by promising eventual membership in NATO and the European
Union to each country. This was to be the magic solution. The premise
was that the collective advantages of membership in these [...]

http://www.balkanalysis.com/2006/10/05/the-eu-has-no-plan-b-for-the-
balkans-or-welcome-to-the-reservation/


Keep an eye on that 'damned silly thing' in Kosovo

JAMES BISSETT (Canadian ambassador to Yugoslavia from 1990 to 1992)
Globe and Mail - October 31, 2006

(...) Under the eyes of the UN and NATO, more than 200,000 Serbs,
Jews, Roma and other non-Albanians have been expelled from Kosovo.
Those who remain are in constant danger. (...) The Prime Minister of
Kosovo, Agim Ceku, a former leader of the Kosovo Liberation Army, has
been accused of war crimes by the Serbs. He is the man who led
Croatian forces in 1993 that overran Serbian villages protected by
Canadian peacekeepers. When his fighters were driven out, the
Canadians found that all of the civilians and animals in the villages
had been slaughtered. (...) Sadly, it seems that the UN and NATO had
no intention of honouring these [UN Resolution 1244] commitments.
(...) The performance of these two international institutions has
been marked by duplicity, double standards and cowardice...

http://www.theglobeandmail.com/servlet/story/RTGAM.
20061031.wxcokosovo31/BNStory/specialComment/home


SUPPORT FOR KOSOVO CROSSES LEFT-RIGHT DIVIDE

In politically split Albania, independence for Kosovo is one of the
few issues that cause no controversy for Berisha. By Frida Malaj in
Tirana (Balkan Insight, 2 Nov 06)

http://www.birn.eu.com/insight_57_4_eng.php



Tirana unanime sul Kosovo

In un'Albania politicamente divisa, il sostegno all'indipendenza del
Kosovo è una delle poche questioni che non causano alcun problema al
governo. La posizione di Berisha dai primi anni '90 ad oggi. Nostra
traduzione

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6372/1/51/


The Battle for Kosovo: Not Decided Yet

by Nebojsa Malic - Antiwar.com 3/11/2006
[Adapted from remarks given before the Njegos Endowment for Serbian
Studies, Columbia University, New York, Nov. 3.]
http://www.antiwar.com/malic/?articleid=9980



Kosovo, via la Serbia, ma non la supervisione

Verrà imposta una soluzione: Kosovo indipendente ma con una forte
supervisione internazionale a guida Ue. Una sorta di Bosnia 2. La
pensano così molti funzionari che stanno lavorando alla creazione di
una missione dell'Ue in Kosovo.

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6356/1/51/


Ceku a Podgorica, Belgrado protesta

[Jadranka Gilić] Il premier kosovaro Agim Ceku va in visita ufficiale
nella capitale montenegrina, ma il governo serbo critica fortemente
la scelta diplomatica di Podgorica. Si inaspriscono i rapporti tra
Serbia e Montenegro

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6390/1/51/


Il Kosovo di Dayton

Secondo fonti diplomatiche lo status futuro del Kosovo è già stato
definito, sul modello della Bosnia di Dayton. Un organismo a guida
europea governerà insieme alle autorità locali, ma potrebbe non
essere in grado di fermare la secessione del nord. L'inchiesta di Tim
Judah

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6380/1/51/


Il Kosovo alla deriva

[Luka Zanoni] A Belgrado abbiamo incontrato Dusan Janjic direttore
del Forum per le relazioni etniche, uno dei maggiori esperti serbi di
Kosovo. Un’intervista a 360 gradi sul Kosovo di oggi, le colpe
dell’UE e un paragone con la situazione in Afghanistan

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6329/1/51/


CONTACT GROUP POSTPONES PLAN FOR KOSOVO

With Russia pulling one way and the West another, agreement at big
power summit has been postponed. By Jeta Xharra in New York and
Krenar Gashi in Pristina (Balkan Insight, 10 Nov 06)

http://www.birn.eu.com/en/58/10/1614/



INTERVIEW - HOLBROOKE: BUSH MISSED THE BOAT ON KOSOVO

Former Bosnia mediator tells BIRN's Kosovo Director that Bush made
error in not tackling final status back in 2002. By Jeta Xharra in
New York (Balkan Insight, 10 Nov 06)

http://www.birn.eu.com/en/58/10/1609/

COMMENT: EUROPE MUST HALT THE LAST " BATTLE OF KOSOVO"

Brussels will only encourage Serbia to cling to myths about Kosovo if
it delays independence. By Andrej Nosov in Belgrade (Balkan Insight,
9 Nov 06)

http://www.birn.eu.com/en/58/10/1584/


The Black Hole of Europe Kosovo interventionists cover up their crimes
by Christopher Deliso - balkanalysis.com - Nov. 14, 2006

http://www.antiwar.com/deliso/?articleid=10011


La disillusione

[Alma Lama] Il 2006 si chiuderà con un nulla di fatto. E per la
definizione dello status occorre aspettare perlomeno la fine del
gennaio 2007. Sale il discontento in Kosovo e cresce la diffidenza
nei confronti della comunità internazionale

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6422/1/51/


Il Kosovo delle grandi potenze

Al summit di Vienna con l’inviato speciale dell’ONU la Russia va
da una parte, l’Occidente dall’altra. La proposta Ahtisaari slitta
a dopo le elezioni in Serbia, previste per il 21 gennaio 2007. I
piani di Bruxelles per una nuova missione internazionale

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6413/1/51/

FRESH DELAYS LIKELY TO KOSOVO’S INDEPENDENCE

"Status day" receding fast into the distance as EU and UN tussle over
length of transition period. By Tim Judah in London (Balkan Insight,
23 Nov 06)

http://www.birn.eu.com/en/60/10/1693/



Nuovo calendario per il Kosovo

Nuova risoluzione ONU dopo le elezioni in Serbia, periodo di
transizione e infine apertura a eventuali riconoscimenti. I piani per
l'indipendenza slittano di un anno, e il nuovo assetto non sarebbe
molto diverso dall'attuale, sotto forte controllo internazionale.
L'analisi di Tim Judah
http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6482/1/51/


Via l'UNMIK, arriva l'ICO

[Alma Lama] Più limitata nei numeri della missione Onu attuale, con
poteri minori ma non con un compito di esclusivo monitoraggio. Sarà
la nuova presenza internazionale in Kosovo. Con quest'intervista
iniziamo a capire cosa sarà il Kosovo del dopo status

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6436/1/51/


Kosovo fears prompt US and UK to back deeper Serbia ties

By Daniel Dombey in Rigaand Neil MacDonald in Sarajevo
Published: November 30 2006 02:00 | Last updated: November 30 2006 02:00
The US, the UK and the Netherlands yesterday staged a dramatic U-turn
on Serbia, endorsing plans for deeper Nato ties with Belgrade amid
fears that a coming dispute over Kosovo could spin out of control...

http://www.ft.com/cms/s/ad054048-8017-11db-a3be-0000779e2340.html


Succeeding in Kosovo

By Agim Ceku - Washington Post December 12, 2006
... The U.S. intervened in Kosovo... US troops together with NATO
pushed back and defeated the army of Slobodan Milosevic...
Recognizing Kosovo's independence... represents, for America and the
world, the chance of new and striking foreign policy success story.

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/12/11/
AR2006121100972.html


THE UNTOLD STORY OF KOSOVO NEGOTIATIONS

... Ahtisaari has failed, and his supporters are getting very
nervous. As Misha Glenny confided to the former U.S. ambassador in
Belgrade William Montgomery on December 7, “I am seriously worried
about the Kosovo situation… entre nous, I am very disappointed with
Martti’s performance.” ...
by Srdja Trifkovic - Chronicles Online, December 15, 2006

http://www.chroniclesmagazine.org/cgi-bin/newsviews.cgi/The%20Balkans/
Kosovo/The_Untold_Story_of.html?seemore=y



=== 2. NEWS ===

(REMARK: the source of most texts in English reproduced here is R.
Rozoff via the mailing-lists "yugoslaviainfo" and "stopnato"
@yahoogroups.com )

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KOSOVO: NEGOZIATORE EUROPEO, SERBI SI RASSEGNINO

(ANSA-REUTERS) - PRISTINA, 7 FEB - Un diplomatico britannico che fa
parte dello staff europeo impegnato nel negoziato sullo status
definitivo del Kosovo ha detto oggi ai serbi che devono rassegnarsi
all'idea di un Kosovo indipendente, dato che questa sarebbe la
migliore soluzione al problema. Lo hanno riferito i negoziatori
serbi, che non hanno gradito questa presa di posizione di John
Sawerd. ''Ci ha detto che il gruppo di contatto ha deciso che il
Kosovo debba essere indipendente'', ha detto uno dei serbi
intervistato da Radio B92, dopo avere incontrato il diplomatico. Lo
stesso Sawer ha dichiarato: ''il futuro statuto del Kosovo dovra'
essere accettabile per la maggioranza della popolazione... e noi
sappiamo che la maggioranza del popolo kosovaro aspira
all'indipendenza''. Il gruppo di contatto rappresenta le potenze che
in pratica gestiscono il Kosovo dalla guerra del 1999 e che ora
cercano di trovare una soluzione definitiva. Entro il mese di
febbraio dovrebbero iniziare a Vienna trattative dirette tra albanesi
e serbi per chiudere la questione. (ANSA-AFP-REUTERS) TF
07/02/2006 23:11
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KOSOVO: AMBASCIATORE USA, SOLUZIONE NON COSTITUISCA PRECEDENTE

(ANSA) - BELGRADO, 1 MAR - La soluzione da trovare sul futuro status
del Kosovo, provincia serba di cui la maggioranza albanese reclama
l'indipendenza, non dovra' essere usata come ''un precedente'' per
altri territori in situazione analoga che pretendono di essere
riconosciuti come micro-Stati sovrani. Lo sostiene l'ambasciatore
degli Usa a Belgrado, Michael Polt, in un'intervista rilasciata alla
tv serba B-92. Secondo Polt, la difficile quadratura del cerchio per
il Kosovo - al centro di un neonato negoziato internazionale stretto
tra l'irriducibile scelta secessionista degli albanesi, il 90% della
popolazionale locale, e la strenua difesa dei diritti storici di
sovranita' rivendicati sulla provincia dalla Serbia - va cercata
''nel rispetto del diritto internazionale''. Ma in ogni caso la
soluzione non andra' successivamente invocata come un modello per
altre regioni del pianeta, poiche' a giudizio di Polt il dossier
kosovaro rappresenta ''un caso unico''. La dichiarazione
dell'ambasciatore americano rende esplicita la posizione gia'
ventilata da Usa e Ue, secondo le quali la loro ormai probabile
accettazione dell'indipendenza del Kosovo non dovra' valere in futuro
per realta' che sono in condizioni giuridiche analoghe in giro per il
mondo - dall'Abkhazia (che mira a staccarsi dalla Georgia), alla
Crimea (Ucraina), a Cipro Nord - e a cui l'Occidente sembra disposto
a riconoscere il diritto di autodeterminazione solo in una chiave di
autonomia amministrativa, per quanto allargata. Il richiamo alla
necessita' di definire una cornice giuridica universale entro cui
dovrebbe iscriversi la formalizzazione dell'indipendenza kosovara, in
modo che gli stessi criteri possano valere anche per altre province
irredentiste di dimensioni simili, e' stato al contrario evocato di
recente dal presidente russo Vladimir Putin. Ed e' stato interpretato
come una iniziativa maliziosa da parte di alcuni diplomatici, secondo
i quali la posizione di Mosca - che sostiene tiepidamente la
battaglia serba sul Kosovo, ma avrebbe molto da guadagnare da un
ipotetico riconoscimento della piena autodeterminazione di regioni ex
sovietiche contese come Crimea, Abkhazia, Ossezia del Sud o
TransDniestr, tutte filo-russe - appare difficilmente contestabile
sotto il profilo legale. (ANSA). LR
01/03/2006 15:16

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http://www.makfax.com.mk/look/agencija/article.tpl?
IdLanguage=1&IdPublication=1&NrArticle=18638&NrIssue=407&NrSection=20

Mustafaj dice che i confini non sono garantiti riguardo la divisione
del Kosovo

Makfax (Macedonia) 14 Marzo 2006

Tirana - L'Albania non può garantire l'inviolabilità dei confini con
la Macedonia e il Kosovo se le province Serbe subiscono la divisione,
ha detto martedì scorso il Ministro degli esteri Albanese Besnik
Mustafaj.
"Tirana rimane pronta a ogni evenienza, e se il Kosovo è diviso,
l'Albania non potrà garantire l'inviolabilità dei confini", ha detto
Mustafaj alla Alsat TV, commentando le tesi dell'unione tra Kosovo e
Albania una volta ottenuta l'indipendenza della provincia.
"Lo scorso Ottobre, ho detto ai rappresentanti di Brussels che se vi
sarà la divisione del Kosovo, l'Albania non potrebbe garantire per
molto l'inviolabilità dei confini con il Kosovo, ma con la parte
Albanese della Macedonia sì", ha detto Mustafaj alla Alsat TV.
"Manteniamo sott'occhio gli attuali sviluppi, e vi assicuro,
l'Albania non sarà colta senza un piano di emergenza per ogni
situazione", ha detto il Ministro Albanese.
Nella stessa trasmissione, il Vice-Presidente del DPA Menduh Taci ha
detto che "l'instaurarsi di un Kosovo indipendente e della identità
nazionale dei Kosovari suscita la questione dell'identità degli
Albanesi abitanti in Macedonia".
"Sono contro la creazione di nuove identità. E siamo sempre più
preoccupati dal fatto che l'identità dei Kosovari possa nascere
dimenticando che loro sono Albanesi. Personalmente, posso accettare
un compromesso, che fino al 90% dei cittadini del Kosovo siano
Albanesi e che la lingua ufficiale in tutte le istituzioni sia
l'Albanese. Tuttavia, ciò non da una risposta su cosa sarà
l'identità degli Albanesi abitanti in Macedonia", ha detto Taci.

http://www.focus-fen.net/index.php?catid=143&newsid=84468&ch=0

Il Ministro degli esteri Albanese: Se il Kosovo è Diviso Non possiamo
garantire che i confini con la Macedonia Rimangano gli stessi

Focus News Agency (Bulgaria) 16 Marzo 2006

Skopje/Tirana - “L'Albania non può garantire che il confine tra
Macedonia e Kosovo rimanga lo stesso se dopo i colloqui il Kosovo
viene diviso”, ha detto il Ministro degli esteri Albanese Besnik
Mustafaj in una intervista con la Alsat TV citata dall'agenzia
Macedone Makfax.
"Tirana rimane pronta a qualsiasi contingenza, e se il Kosovo è
diviso, l'Albania non potrà garantire l'inviolabilità dei confini",
ha affermato Mustafaj.
Secondo Mustafaj l'Albania tiene sott'occhio gli sviluppi correnti,
per no essere colto senza un piano di emergenza per ogni situazione.
Nello stesso programma TV, il Vice-Presidente del DPA Menduh Taci ha
detto che "l'instaurazione di un Kosovo indipendente e della identità
nazionale dei Kosovari suscita la questione dell'identità degli
Albanesi abitanti in Macedonia".

http://www.focus-fen.net/index.php?catid=128&newsid=84540&ch=0

UE: Una Possibile modifica dei confini dei Balcani è collegata al
Kosovo e al Montenegro

Focus News Agency (Bulgaria) 16 Marzo 2006

Brussels - L'Unione Europea è certa che solo un possibile mutamento
territoriale nei Balcani è connesso allo status del Kosovo e delle
relazioni tra Serbia e Montenegro. Tuttavia, non si potrà avere una
modifica dei confini degli stati vicini, dice Christina Gallah,
portavoce dell'Alto Rappresentante della Politica Comune estera e
della sicurezza dell'UE Javier Solana, afferma la rete Balcanica.
Commentando la dichiarazione del Ministro degli esteri Albanese
Besnik Mustafaj, che dice che l'Albania non potrà garantire che i
confini rimangano immutati se il Kosovo viene diviso.
In un programma televisivo di martedì scorso, Mustafaj ha detto che
in tali circostanze, non solo i confini tra Albania e Kosovo
potrebbero mutare, ma anche quelli con la parte della Macedonia
popolata di Albanesi.


http://www.makfax.com.mk/look/agencija/article.tpl?
IdLanguage=1&IdPublication=1&NrArticle=18742&NrIssue=409&NrSection=20

La Grecia Allarmata dalla dichiarazione Albanese sullo spostamento
dei confini

La dichiarazione di Mustafaj suscita preoccupazioni anche in Grecia
Makfax (Macedonia) 17 Marzo 2006

Atene - La dichiarazione del Ministro degli esteri Albanese Besnik
Mustafaj che suggeriva lo spostamento dei confini, provoca parecchie
preoccupazioni alle autorità greche, dicono oggi i media di Atene.
"Tale dichiarazione mina gli sforzi per garantire la stabilità della
regione e le sue prospettive Europee, tuttavia è giunta in un momento
in cui tutti, senza eccezioni, hanno collaborato", dice George
Koumoutsakos, portavoce del Ministero degli esteri della Grecia.
Koumoutsakos ha aggiunto "sperabilmente" che la traduzione della
dichiarazione di Mustafaj "fosse incompleta e imprecisa", afferma la
agenzia Makfax.


(Traduzioni di Alessandro Lattanzio
www.aurora03.da.ru)

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ALBANIA: UE, SODDISFATTI CHIARIMENTO MUSTAFAJ SU CONFINI

(ANSA) - BRUXELLES, 21 MAR - L'Unione europea si e' rallegrata delle
''chiarificazioni'' ottenute oggi dal ministro degli esteri albanese
Besnik Mustafaj sulle sue recenti dichiarazioni, nelle quali aveva
lasciato intendere che i confini dell'Albania potrebbero modificarsi
nel caso in cui il Kosovo fosse diviso. ''Siamo molto felici del
chiarimento, semmai ci fossero state incomprensioni'', ha detto il
rappresentante della Commissione Ue che partecipa alla troika in
corso oggi a Bruxelles tra Albania, Consiglio e Commissione Ue.
''Quelle dichiarazioni sono state mal tradotte e sono state
strumentalizzate per ragioni interne albanesi. Io ho avuto
immediatamente dopo un colloquio telefonico con il ministro degli
estere macedone e non ci sono stati malintesi'', ha spiegato
Mustafaj. Nelle frasi che gli sono state attribuite, il ministro
albanese aveva fatto riferimento alla possibilita' di modificare non
solo i confini del Kosovo, ma anche di quelli della parte albanese
della Macedonia (Fyrom), in caso di partizione della regione a
maggioranza albanese della Serbia. ''Sul Kosovo continuiamo a
sostenere il gruppo di contatto e il lavoro di Martti Ahtisaari (il
negoziatore dell'Onu ndr.), e rimaniamo saldi su tre principi: il non
ritorno alla situazione prima del 1999, l'immutabilita' delle
frontiere e la non divisione del Kosovo'', ha aggiunto Mustafaj.
Quanto alla situazione interna del paese, l'Unione europea ha evocato
la necessita' del ''miglioramento del clima politico'',
caratterizzato da forti contrasti tra governo e opposizione. Mustafaj
ha fornito rassicurazioni sulla volonta' del paese di continuare
sulla via delle riforme annunciando, tra l'altro, una lotta senza
quartiere alla pirateria nel settore dei media. Bruxelles ha
rassicurato che il processo di avvicinamento all'Ue e' in corso, come
dimostrato dalla recente conclusione dei negoziati per un accordo di
stabilizzazione e associazione (Asa), anche se ''per la firma e la
ratifica dell'accordo potrebbero essere necessari anche due anni'',
spiega la Commissione.(ANSA). KVW
21/03/2006 13:17
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RUSSIA: OSSEZIA DEL SUD VUOLE RITORNARE SOTTO MOSCA

(ANSA) -MOSCA, 23 MAR - L'Ossezia del sud, una piccola regione
secessionista della Georgia, vuole l'annessione con la Russia e a
Mosca si sta discutendo se la richiesta vada o no esaudita. Eduard
Kokoity, 'presidente' di quella regione che si e' staccata dalla
Georgia nel 1992 subito dopo il crollo dell'Urss, ha annunciato ieri
l'intenzione di rivolgersi alla Corte Costituzionale russa per
chiedere ''sulla base dei documenti storici'' il ritorno alla
sovranita' di Mosca. ''L'Ossezia nel suo insieme aderi' all'impero
russo nel 1774'', ha sottolineato Kokoity, che comanda su un
territorio di circa 4 milioni di chilometri su cui vivono 110.000
abitanti. Kokoity ha precisato che negli ultimi anni il 95% degli
osseti meridionali (quelli settentrionali sono rimasti sotto il
controllo di Mosca) ha ottenuto la cittadinanza russa. Alla mossa di
Kokoity lo speaker del senato russo Serghei Mironov ha reagito
dicendo che l'inclusione dell'Ossezia del sud nella Federazione Russa
diventera' una prospettiva possibile se al Kosovo viene concessa
l'indipendenza. ''Non si possono usare due standard diversi per l'ex-
Jugoslavia e il Caucaso''. Il ministero degli Esteri russo ha invece
indicato che lo status dell'Ossezia del sud va negoziato nel quadro
della ''commissione congiunta di controllo'' della quale fanno parte
la Russia, la Georgia e le due Ossezie.(ANSA). LQ
23/03/2006 15:29

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KOSOVO: INVIATO ONU, SIAMO CONTRO QUALUNQUE SPARTIZIONE

(ANSA) - PRISTINA, 30 MAR - ''Le Nazioni Unite sono contro qualunque
divisione e ripartizione territoriale del Kosovo'': lo ha detto oggi
Albert Rohan, vice dell'inviato Onu Martti Ahtisaari incaricato di
guidare i negoziati fra serbi e albanesi sulla definizione dello
status della provincia. Rohan e' giunto in vista a Pristina e
incontrando i giornalisti ha riferito il senso di un suo colloquio
con esponenti della minoranza serba: ''Quando loro mi hanno detto che
non potrebbero mai vivere in un Kosovo che diventasse indipendente -
ha detto - ho risposto che restare o andare via restera' una loro
libera scelta, ma le Nazioni Unite non possono accettare l'idea di
creare un'entita' separata serba all'interno del Kosovo ne' qualunque
sua spartizione''. Il rappresentante delle Nazioni Unite ha
sottolineato che al centro dei negoziati, che riprenderanno a Vienna
il prossimo 3 aprile, c'e' proprio la discussione su una
decentralizzazione amministrativa per quei comuni del Kosovo
settentrionale abitati in maggioranza da popolazione serba, ma tale
decentralizzazione non potra' in alcun modo trasformarsi nella
creazione di un'entita' etnica autonoma rispetto a Pristina. ''Noi
puntiamo a creare le condizioni affinche' i serbi restino in Kosovo e
i loro profughi ritornino - ha affermato Rohan - ma se poi
concretamente vorranno restare, tornare o andare via rimarra' una
loro decisione''. (ANSA). COR-BLL
30/03/2006 18:17

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KOSOVO: POLEMICHE SU SKOPJE PER DEMARCAZIONE CONFINI

(ANSA) - SKOPJE, 26 APR - Scoppia la polemica fra Kosovo e Macedonia
a pochi giorni dalla prima vista che il premier di Pristina, Agim
Ceku, aveva in programma di realizzare a Skopje il prossimo 5 maggio.
Al centro della disputa e' la delicata questione della demarcazione
dei confini fra Kosovo (inteso come parte dell'ex Jugoslavia) e la
repubblica di Macedonia, ereditata dalla disgregazione della vecchia
Federazione jugoslava: un accordo fra Skopje e Belgrado venne
raggiunto nel 2001, ma Pristina lo contesto' duramente sostenendo di
non essere stata coinvolta nei negoziati. La questione venne poi
dimenticata a causa della guerra civile che di li' a poche settimane
(e a parere di molti non fu una coincidenza) infiammo' la Macedonia,
contrapponendo la guerriglia albanese all'esercito macedone. Ora il
nodo dei confini e' stato riproposto dal premier kosovaro Ceku, che
commentando i temi della sua visita a Skopje ha ricordato
quell'accordo del 2001, affermando che il suo governo ''non lo
riconosce''. ''Se il premier del Kosovo non modifichera' il suo
atteggiamento, la visita' del 5 maggio non ci sara''', ha fatto
sapere il portavoce del primo ministro macedone, Vlado Buckovski.
Ancora piu' duro il presidente Branko Crvenkovski: ''Quello di
Pristina e' un governo provvisorio - ha dichiarato - che non ha
titolo ne' legittimita' per discutere le questioni dei confini. Il
nostro accordo con Belgrado, che a quel tempo rappresentava l'ex
Federazione jugoslava, e' depositato presso le Nazioni Unite ed e'
quello che fa fede anche per la comunita' internazionale non avendo
noi intenzione di rinegoziare alcunche'''. In quanto alla visita
annullata, il gabinetto di Agim Ceku ha fatto sapere di non aver
ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, mentre il premier Buckovski
ha precisato in serata di avere ricevuto da Pristina la richiesta per
un colloquio telefonico: ''Capiremo in questo modo - ha commentato -
se la visita potra' essere produttiva o controproducente''. (ANSA).
BLL-COR
26/04/2006 19:55

KOSOVO: CONFINI MACEDONIA, PREMIER CEKU MINIMIZZA POLEMICHE

(ANSA) - BRUXELLES, 28 APR - Il primo ministro del Kosovo, Agim Ceku,
ridimensiona la polemica sorta con la Macedonia a proposito dei
confini comuni: in un'intervista al 'Financial Times' Ceku ha detto
che il Kosovo non intende cambiare le sue frontiere con Skopje,
neanche dopo l'eventuale indipendenza dalla Serbia. Mercoledi' scorso
Ceku aveva detto di non riconoscere l'accordo sui confini tra Kosovo
e Macedonia, raggiunto fra belgrado e Skopje nel 2001, afferma, senza
tener conto delle rivendicazioni kosovare. Le dichiarazioni avevano
suscitato immediatamente una dura reazione da parte delle autorita'
macedoni, che si erano dette pronte ad annullare la prima visita
ufficiale di Ceku a Skopje, prevista per il prossimo 5 maggio.
Parlando al 'Financial Times', Ceku ha gettato acqua sul fuoco,
precisando che il confine con la Macedonia non verra' di fatto
modificato, pur ribadendo che la Serbia non aveva alcuna autorita' di
firmare un accordo riguardante il Kosovo. Se il Kosovo dovesse
ottenere l'indipendenza da Belgrado al termine dei negoziati
attualmente in corso per definire il suo status definitivo, la linea
di confine con la Macedonia dovrebbe comunque essere demarcata
nuovamente in modo formale. (ANSA). KVW-VS
28/04/2006 12:00

KOSOVO: PREMIER CEKU A SKOPJE, SU CONFINI PROBLEMA TECNICO

(ANSA) - SKOPJE, 5 MAG - Il premier del Kosovo Agim Ceku ha ribadito
oggi che Pristina ''non riconosce'' gli accordi del 2001 sottoscritti
fra Skopje e Belgrado sulla definizione dei confini che coinvolgono
anche il Kosovo. Nel corso della sua prima visita in Macedonia, Ceku
ha incontrato il premier Vlado Buckovski, con il quale nei giorni
scorsi c'era stato un accenno di polemica proprio sulla questione dei
confini. ''Pur non riconoscendo quegli accordi - ha tuttavia aggiunto
Ceku al termine del suo colloquio con Buckovski - noi riconosciamo le
attuali frontiere amministrative, il che vuol dire che la questione
da definire e' unicamente tecnica e non politica''. Pristina ha
sempre contestato l'autorita' di Belgrado a sottoscrivere documenti
internazionali che riguardino anche il Kosovo. Nel 2001 venne firmato
l'accordo che definiva le frontiere fra Serbia e Macedonia (incluso
il territorio del Kosovo) che poneva cosi' fine a una lunga
controversia sorta con il disfacimento della federazione jugoslava.
Sia Ceku che Buckovski si sono comunque detti d'accordo nel principio
della immutabilita' degli attuali confini.(ANSA) BLL-COR
05/05/2006 17:31

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KOSOVO: MINISTRO ESTERI RUSSO, INDIPENDENZA DESTABILIZZANTE

(ANSA) - BRUXELLES, 28 APR - Un'eventuale indipendenza del Kosovo
avrebbe ''conseguenze pericolose'' per la regione: e' l'ammonimento
fatto a Sofia, a margine della riunione informale esteri della Nato,
dal ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, secondo quanto
riferiscono fonti diplomatiche. ''Non siamo d'accordo con chi cerca
di convincere i serbi e noi stessi del fatto che non ci siano
alternative all' indipendenza del Kosovo'', ha detto alla stampa il
capo della diplomazia di Mosca. (ANSA) RIG
28/04/2006 17:17

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MONTENEGRO: KOSOVO,INDIPENDENZA ARRIVERA' ANCHE PER NOI/ ANSA

(ANSA) - PRISTINA, 22 MAG - In Kosovo si festeggia l'indipendenza del
Montenegro, quasi come fosse la propria stessa indipendenza. Un
traguardo che gli albanesi dell'attuale provincia autonoma inseguono
da 17 anni, essendo stati i primi tra i popoli dell'ex federazione
jugoslava a chiedere un referendum sull'autodeterminazione. Tutta la
leadership albanese del Kosovo si e' espressa oggi con toni
entusiastici per il risultato raggiunto da Podgorica. Di sapore
naturalmente opposto le reazioni della minoranza serba che ha
considerato quel voto ''un autentico tradimento''. ''L'indipendenza
del Montenegro, insieme alla futura indipendenza del Kosovo, faranno
definitivamente archiviare una lunga storia di guerre nella
regione'', ha commentato il premier albanese Sali Berisha. ''Da oggi
in poi tutti i cittadini del Montenegro, senza distinzione di etnia,
saranno piu' liberi, e i Balcani piu' stabili e piu' sicuri'' ha
aggiunto. ''La separazione del Montenegro dall'unione con la Serbia
consacrata dal referendum, fa cadere anche l'ultimo alibi che ci
negava il diritto all'indipendenza'' spiega un analista di Pristina.
Il riferimento e' alla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite che nel
1999 fisso' le regole da seguire dopo la fine del conflitto fra
Belgrado e la Nato, e che fissava un Kosovo come ''parte della
federazione jugoslava'', quindi non indipendente. Ma con la piena
sovranita' riconosciuta ora al Montenegro, la federazione non esiste
piu', e quindi secondo gli albanesi decade anche quell'ultimo vincolo
sancito dalle Nazioni Unite. E' soprattutto con questa prospettiva
che gli albanesi del Montenegro, che costituiscono il 7 per cento
della popolazione, hanno votato in favore della secessione da
Belgrado. Un voto addirittura decisivo, alla luce di quel risicato
0,4 per cento che ha sancito la vittoria dei ''si''. Tirana si e'
detta compiaciuta per l'atteggiamento dimostrato dal governo serbo
nei confronti del ''diritto dei montenegrini all'autodeterminazione',
un comportamento che secondo il premier albanese ''aiuta la Serbia a
distaccarsi dal suo passato''. Affermazione che suona anche come
un'implicita esortazione a proseguire su questa strada, ora che i
negoziati sullo status del Kosovo entrano nella loro fase definita e
cruciale. Anche Pristina tento' di staccarsi da Belgrado con un voto
popolare: era il 1989, la consultazione non autorizzata dal governo
serbo si concluse con il 100 per cento dei voti a favore della
secessione ma il risultato non venne riconosciuto da nessuno Stato.
Fu l'inizio della repressione da parte della Serbia, cui segui' la
resistenza (prima pacifica, poi armata) sostenuta poi dai
bombardamenti della Nato e rimpiazzata infine da un protettorato
internazionale, che va avanti da sette anni e che nei prossimi mesi
potrebbe concludersi con la proclamazione dell'agognata indipendenza.
Non piu' attraverso un referendum, come accaduto per i montenegrini,
ma tramite un negoziato che va faticosamente avanti fra Pristina e
Belgrado e con la mediazione della comunita' internazionale. (ANSA).
BLL-COR
22/05/2006 19:55

MONTENEGRO: REFERENDUM; SERBIA, NESSUN PARALLELO CON KOSOVO

(ANSA) - BELGRADO, 24 MAG - Il divorzio del piccolo Montenegro dallo
Stato unitario con la Serbia, sancito dal referendum di domenica
scorsa, non e' e non puo' essere invocato come un precedente per un
contesto legalmente diverso come quello del Kosovo: provincia a
maggioranza albanese che si trova sotto tutela internazionale dal
1999, ma che la Serbia continua a considerare inalienabile culla
secolare della sua fede e della sua cultura. Lo ha ribadito oggi il
ministro degli esteri di Belgrado, Vuk Draskovic, uno degli esponenti
piu' concilianti verso la secessione del Montenegro in seno al suo
governo, ma fermamente contrario al pari della quasi totalita' della
classe dirigente e dell'opinione pubblica del suo Paese a ogni
rivendicazione indipendentista dei kosovaro-albanesi. ''Non c'e'
alcun paragone tra Montenegro e Kosovo'', ha detto Draskovic, citato
dall'agenzia Tanjug durante un convegno internazionale svoltosi oggi
a Helsinki. Non c'e', ha sottolineato, poiche' ''il Montenegro, a
differenza del Kosovo, non ha mai fatto parte della Serbia: dapprima
e' stato uno Stato indipendente e poi una repubblica federale
separata in seno a uno Stato comune''. ''Una sovrapposizione tra i
due casi e un riconoscimento di indipendenza nei confronti del Kosovo
sarebbe dunque una pessima decisione da parte della comunita'
internazionale'' e rischierebbe di produrre ''turbolenze pericolose''
nella regione balcanica, ha rimarcato Draskovic, avvertendo che ''la
creazione d'uno Stato indipendente albanese su un nostro territorio
sovrano costituirebbe per la Serbia una umiliazione e non aiuterebbe
l'europeismo nel nostro Paese''. Belgrado ha piu' volte manifestato
giudizi diversi tra le pretese indipendentiste del Montenegro (che
essendo - con la Serbia, la Croazia, la Slovenia, la Bosnia e la
Macedonia - una delle sei repubbliche federali ex jugoslave godeva di
un diritto legalmente riconosciuto alla secessione) e quelle del
Kosovo. Regione, quest'ultima, che ha invece lo status di provincia
interna alla Serbia, inserita da secoli nei suoi confini. La
leadership kosovaro-albanese si aggrappa da parte sua al fatto che la
sovranita' di Belgrado sul Kosovo, ribadita per l'ultima volta dalla
risoluzione 1244, approvata dall'Onu dopo i raid Nato del '99, era
attribuita a uno Stato - la piccola Jugoslavia formata da Serbia e
Montenegro - che con il distacco di Podgorica non esiste piu'.
Obiezione alla quale peraltro i serbi rispondono rilevando come
l'eredita' legale dell'Unione, e quindi anche i diritti sul Kosovo,
passa in base alle norme internazionali a chi subisce la secessione
altrui: vale a dire sempre alla Serbia. (ANSA). LR
24/05/2006 19:09

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il manifesto
13 Giugno 2006

Kosovo Jessen-Petersen annuncia: a fine mese lascio l'Unmik

Il capo dell'Unmik, la missione Onu in Kosovo, Soren Jessen-Petersen,
ha annunciato ieri che lascerà la provincia alla fine del mese,
confermando le notizie di stampa uscite qualche giorno fa e che
anticipavano la sua decisione a rinunciare all'incarico e lasciare la
regione dove era arrivato nel mese di agosto 2004. Jessen-Petersen
lascia nel pieno dello svolgimento di cruciali colloqui tra Belgrado
e Pristina sullo status futuro della provincia.

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KOSOVO: SERBIA CONTRO PROCONSOLE EUROPEO, NO A INDIPENDENZA

(ANSA) - BELGRADO, 13 GIU - Hanno suscitato aspre reazioni a
Belgrado, da parte del governo serbo, le dichiarazioni con le quali
il capo dell'amministrazione internazionale del Kosovo, il danese
Soren Jessen-Petersen, ha annunciato ieri le sue imminenti dimissioni
evocando ormai come scontata la futura indipendenza della provincia
contesa a maggioranza albanese. ''L'approdo del Kosovo e' ormai
chiaro'', ha affermato Petersen, indicando anche la data della fine
del 2006 per il probabile riconoscimento internazionale
dell'indipendenza di Pristina. Una frase che ha fatto scattare
immediatamente la polemica, con un comunicato di fuoco del ministero
degli esteri serbo nel quale si avanza il sospetto che il destino del
Kosovo - provincia popolata al 90% da albanesi e posta sotto tutela
internazionale fin dai bombardamenti Nato del '99 che segnarono la
cacciata delle forze di repressione dell'allora regime jugoslavo di
Slobodan Milosevic, ma su cui la Serbia continua a rivendicare come
inalienabili i suoi diritti storici di sovranita' - sia stato deciso
sotto banco da alcune cancellerie occidentali in barba a tutte le
cautele ufficiali. E questo - si legge nella nota - ''a dispetto
delle intese e delle assicurazioni fatte sia dai Paesi del Gruppo di
Contatto (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Russia e Usa) sia
dal team del capo negoziatore dell'Onu, Martti Ahtisaari'' in base
alle quali lo status della regione non sarebbe predeterminato, ma
affidato all'esito dalle trattative appena avviate a Vienna. Ancora
piu' duro si e' mostrato Marko Jaksic, uno dei negoziatori del
governo di Belgrado a Vienna, secondo cui Petersen si appresta a
concludere degnamente il suo mandato di ''lobbista degli interessi
albanesi'' e di ''avvocato a tutto campo della causa secessionista''.
Sullo sfondo, non mancano neppure le parole del premier serbo,
Vojislav Kostunica, che a margine di un incontro a San Pietroburgo
con il presidente russo, Vladimir Putin, e' tornato oggi a ribadire
il suo strenuo no a ogni ipotesi di riconoscimento di un eventuale
Kosovo indipendente: provincia che a differenza del nuovo Montenegro
sovrano, separatosi di recente da Belgrado con un referendum, non e'
mai stata una repubblica ex jugoslava (e quindi non avrebbe il
diritto legale alle secessione). E che per di piu' la Serbia
considera culla secolare della propria fede ortodossa e della propria
cultura. (ANSA). LR
13/06/2006 13:18

KOSOVO: CEKU, TIRANA PREPARI I NOSTRI AMBASCIATORI

(ANSA) - PRISTINA, 15 GIU - Il governo del Kosovo ha gia' cominciato
a pensare ai suoi futuri ufficiali statali che dovranno dirigere e
rappresentare la provincia dopo la definizione dello Status finale.
''Dobbiamo avere i nostri ambasciatori ed e' per questo che alcuni
ufficiali andranno a Tirana, presso il ministero degli Esteri per
partecipare a corsi di formazione'', ha detto oggi il premier Agim
Ceku al termine di un colloquio con il primo ministro albanese Sali
Berisha giunto in Kosovo per la sua prima visita ufficiale. ''E' la
visita che di piu' ho atteso nella mia vita'', ha dichiarato Berisha
aggiungendo che ormai ''mi trovo in un paese libero che cammina
sicuro verso il suo futuro europeo''. Il premier Berisha si e'
congratulato con il governo del Kosovo che con il suo operato ''ha
contribuito ad accelerare la soluzione dello status definitivo,
l'indipendenza del Kosovo, quale una condizione determinante per la
pace e la stabilita' non solo in Kosovo, ma in tutta la regione
balcanica''. Berisha ha parlato anche delle minoranze. ''I rapporti e
l'atteggiamento degli albanesi del Kosovo verso le minoranze, e in
particolar modo verso quelle di etnia serba - ha detto - hanno una
grande importanza nazionale non solo per gli standard democratici in
Kosovo ma anche perche' incidono sulle relazioni fra la nazione
albanese e quella serba, due nazioni che devono guardare con grande
responsabilita' al loro futuro per scrivere un capitolo di
collaborazione e lasciare alle spalle il passato''. Nel corso della
sua visita il premier albanese ha incontrato anche il presidente del
Kosovo Fatmir Sejdiu e l'amministratore Onu, Soren Jessen Petersen le
cui dimissioni, annunciate nei giorni scorsi, secondo Berisha
''faranno mancare al Kosovo un grande amministratore''. (ANSA). COR-BLL
15/06/2006 17:27

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www.radioyu.org - 5.7.06

Il 30 giugno a Bruxelles, la Russia ha esposto ai membri del Gruppo
di contatto le posizioni sul Kosovo in quattro punti e, per la prima
volta, ha accennato la possibilità del veto nel Consiglio di
sicurezza dell'ONU, se l'Occidente tenterà di imporre l'indipendenza
della regione meridionale serba entro l'anno, riporta il quotidiano
POLITIKA di Belgrado. Il quotidiano rileva che il rappresentante
russo ha presentato, alla seduta menzionata, una carta ufficiosa con
quattro punti che esprimono le posizioni di Mosca sul Kosovo. Il
primo punto, come viene evidenziato, è la contrarietà della Russia
alla determinazione di una data per i negoziati sul Kosovo. Il
secondo punto è la posizione della Russia che, se lo status non sarà
risolto entro la scadenza del mandato di Ahtisaari, che dura entro
dicembre, bisognerebbe scegliere un nuovo rappresentante dell'ONU, e
non prolungare al diplomatico finlandese il mandato perché non ha
raggiunto un gran progresso. Il terzo punto riguarda l'imparzialità
di Ahtisaari e il rifiuto delle proposte serbe nel processo del
decentramento, le quali la Russia ritiene razionali, riporta
POLITIKA. L'ultimo punto dell'ufficioso documento russo riguarda la
contrarietà di Mosca ad ogni tipo di soluzione imposta per il Kosovo.

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KOSOVO: KOSTUNICA, SERBIA NON ACCETTERA' NUOVO SMEMBRAMENTO

(ANSA) - ROMA, 5 lug - La Serbia rifiutera' ''ogni soluzione
imposta'' e continuera' a considerare il Kosovo come parte della
propria sovranita' nazionale. E' la posizione ribadita dal premier
serbo Vojislav Kostunica, espressa al termine dell' incontro col
premier Romano Prodi, che ha concluso una lunga serie di incontri
cominciata in mattinata con il ministro degli Esteri, Massimo
D'Alema. ''La Serbia non accettera' che sul proprio territorio venga
costruito un altro Stato e che parte del suo territorio venga
smembrato'', ha detto Kostunica. Alla domanda su quale fosse stata l'
opinione di Prodi al riguardo, Kostunica ha risposto: ''La nostra
opinione non coincide con quella del presidente Prodi, esistono
differenze, ma stiamo riuscendo pian piano a convincere i nostri
interlocutori su quanto complessa sia la questione del Kosovo.
Nessuna soluzione imposta - ha ribadito Kostunica - puo' essere presa
in considerazione''.(ANSA). OS/ARS
05/07/2006 19:15

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il manifesto
13 Luglio 2006

Kostunica a Washington: «No a indipendenza Kosovo»

In visita negli Stati uniti, il primo ministro serbo Vojislav
Kostunica ha detto che l'indipendenza del Kosovo destabilizzerebbe
l'intera regione. Kostunica ha spiegato la sua posizione in un
articolo apparso ieri sul Washington Post, in cui dichiarava che la
Serbia «è pronta ad accettare qualunque forma di compromesso che non
preveda l'indipendenza e offre agli albanesi la più ampia autonomia
possibile, inclusi i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, ma
si aspetta in cambio l'inviolabilità dei confini e la sicurezza della
popolazione non-albanese che vive nella provincia».

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SERBIA: CRUCIANELLI, SOLUZIONE SU KOSOVO ENTRO META' 2007

(ANSA) - BELGRADO, 26 lug - ''Una soluzione per il Kosovo potrebbe
essere trovata entro la primavera-estate 2007''. E' l'auspicio
espresso dal sottosegretario agli Esteri, Famiano Crucianelli, oggi
in visita a Belgrado, al termine degli incontri di questa mattina con
il premier serbo Vojislav Kostunica e il ministro degli Esteri Vuk
Draskovic. Una soluzione, pero', tutt'altro che scontata o facile, a
causa dell'ambiguita' e della latitanza della comunita'
internazionale. ''C'e' stata la totale diserzione della comunita'
internazionale dalle proprie responsabilita' politiche'', ha spiegato
Crucianelli riferendosi alla questione dello status finale della
provincia serba a maggioranza albanese. ''Siamo in un pantano totale
che rischia di degenerare'' perche' - secondo il sottosegretario - la
comunita' internazionale ha dato di fatto per scontato che il Kosovo
alla fine sara' indipendente''. (SEGUE). GA/KWB
26/07/2006 16:03

SERBIA: CRUCIANELLI, SOLUZIONE SU KOSOVO ENTRO META' 2007 (2)

(ANSA) - BELGRADO, 26 lug - D'altra parte nei colloqui con Draskovic
e Kostunica e' emersa una posizione netta. La dirigenza serba ''ha
ribadito la totale indisponibilita' ad aprire il capitolo
indipendenza Kosovo e l'ampia disponibilita' a concedere la massima
autonomia''. Una condizione indispensabile per la stabilita' della
regione e', secondo Crucianelli, ''la forza multinazionale, che
dovra' restare e rafforzare la sua presenza qualsiasi sia l'esito dei
negoziati''. Ma il problema e' che ''per gli altri paesi europei i
Balcani sono un problema marginale. Mi auguro - ha concluso il
sottosegretario - che nei mesi che verranno il problema riacquisti
centralita'. Se la situazione diventa ingovernabile puo' accadere di
tutto''. (ANSA). GA/KWB
26/07/2006 16:10

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KOSOVO: AMBASCIATORE RUSSO, PERICOLOSO MODIFICARE CONFINI

(ANSA) - BELGRADO, 26 LUG - Garantire il diritto
all'autodeterminazione del Kosovo - inteso come autogoverno della
maggioranza albanofona -, ma lasciando la regione all'interno dei
confini internazionalmente riconosciuti della Serbia. E' questo il
suggerimento della Russia sul futuro status della provincia contesa,
al centro di un negoziato che a sette anni dai bombardamenti della
Nato e dalla cacciata delle forze di repressione dell'allora regime
di Slobodan Milosevic resta stretto fra le opposte rigidita' di
Pristina e di Belgrado. A rilanciarlo, in un articolo pubblicato oggi
dal giornale belgradese Politika, e' l'ambasciatore di Mosca in
Serbia, Aleksandr Alekseiev, secondo cui uno sbocco che dovesse
prevedere la modifica dei confini attuali (vale a dire il
riconoscimento di un'indipendenza piena del Kosovo) rappresenterebbe
un precedente pericoloso per la stabilita' dell'intera Europa.
Alekseiev ricorda che l'atto finale di Helsinki riconosce in modo
ambiguo sia il principio del diritto all'autodeterminazione etnico-
nazionale sia quello dell'integrita' degli Stati. ''Il Kosovo e' un
esempio di quanto pericolosa possa diventare questa contraddizione,
credo sia giunto il tempo di fare una scelta'', aggiunge il
diplomatico, sottolineando come in caso contrario questo dossier
rischi di ''mettere in pericolo il sistema di sicurezza e stabilita'
in Europa''. La soluzione rilanciata da Mosca e' dunque quella di un
qualche riconoscimento del diritto all'autodeterminazione del Kosovo,
ma ''all'interno degli esistenti confini internazionalmente
riconosciuti''. ''Entro questa cornice - afferma l'ambasciatore - vi
sono immense possibilita' di soluzione da esplorare, ma se iniziamo a
modificare le frontiere (e nel caso del Kosovo, a differenza di
quanto accaduto finora nell'ambito della dissoluzione della vecchia
Jugoslavia o della vecchia Urss, non si tratterebbe piu' della
secessione d'una repubblica federata, ma di una semplice provincia
autonoma, ndr) il risultato potrebbe essere catastrofico''. Le parole
di Alekseiev contrastano peraltro con la richiesta d'indipendenza
piena e immediata avanzata senza subordinate dalla leadership
albanese-kosovara, in rappresentanza del 90% dell'attuale popolazione
locale. E non collimano neppure con la posizione di molti governi
occidentali, orientati sotto traccia a riconoscere ormai un Kosovo
sovrano. Posizione, questa, ribadita indirettamente proprio oggi a
Belgrado dall'inviato speciale americano Frank Wisner, il quale ha
sostenuto che gli Usa non hanno soluzioni predeterminate sul tema
dello status, ma sollecitano comunque ''molta piu' flessibilita'''.
(ANSA). LR
26/07/2006 17:01

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KOSOVO: PREMIER SERBO RIPETE, NON RICONOSCEREMO INDIPENDENZA

(ANSA) - BELGRADO, 31 LUG - La Serbia non dara' il suo placet ad
alcun eventuale riconoscimento dell'indipendenza della provincia a
maggioranza albanese del Kosovo neppure se a Belgrado verra' offerta
come contropartita una rapida adesione all'Unione Europea. Lo ha
ripetuto il primo ministro serbo, Vojislav Kostunica, affermando che
si tratta di una posizione destinata ad avere un preciso valore
''legal-costituzionale''. Al centro di un complesso negoziato
patrocinato dall'Onu, il Kosovo rappresenta per la Serbia la culla
secolare della propria civilizzazione e fede ortodossa. Nello stesso
tempo esso e' ormai abitato al 90% da una maggioranza albanofona che
reclama con crescente vigore l'indipendenza (sbocco visto come
inevitabile anche da molti governi occidentali), dopo sette anni di
amministrazione internazionale seguiti ai bombardamenti Nato del 1999
e alla cacciata delle forze di repressione dell'allora regime
belgradese di Slobodan Milosevic. Indipendenza cui peraltro Kostunica
e gran parte dello stesso establishment della nuova Serbia continuano
strenuamente a opporsi. Se questa dovesse essere concessa, ha
avvertito il premier in un'intervista pubblicata oggi dal giornale
liberale Danas, ''la nostra politica sarebbe quella di dichiarare che
il Kosovo resta parte della Serbia. E non si tratterebbe di vuota
retorica, ma di una precisa formula legal-costituzionale''. ''La
Serbia rigettera' ogni soluzione che dovesse strappare il Kosovo da
se' e, cosa importante, continuera' in ogni caso a considerare questa
provincia come parte del suo territorio'', ha rimarcato Kostunica,
evocando lo scenario di un vicolo cieco diplomatico del tipo di
quello innescato dal rifiuto di Cipro di accettare come Stato sovrano
la parte turca dell'isola. Un monito che non sembra preludere a una
conclusione concordata dei negoziati avviati di recente a Vienna sul
futuro status della regione contesa, malgrado la volonta' del
mediatore Onu Marrti Ahtisaari (e soprattutto di Usa e Ue) di
chiudere la partita gia' entro la fine del 2006. Nel contempo, il
ministro della difesa del governo Kostunica, Zoran Stankovic, ha
comunque negato categoricamente che Belgrado stia addestrando milizie
o pianificando qualsiasi forma di resistenza armata di fronte al
possibile riconoscimento internazionale d'un Kosovo sovrano. Una
precisazione che suona come smentita di fronte alla sparata fatta nei
giorni scorsi dal leader dell'opposizione ultranazionalista di
Belgrado, Tomislav Nikolic, secondo il quale per risolvere il dossier
kosovaro i serbi devono sfruttare tutti gli strumenti diplomatici e
legali, ma senza escludere mal che vada - seppur come ''ultima
risorsa'' - le velleita' d'una nuova ''resistenza in armi''. (ANSA). LR
31/07/2006 17:14

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KOSOVO: POLEMICA TRA SERBIA E SLOVENIA SU INDIPENDENZA /ANSA

(ANSA) - BELGRADO, 2 AGO - Scoppia la polemica tra la Serbia - la
maggiore repubblica ex jugoslava, ancora in faticosa transizione dopo
l'isolamento dell'era Milosevic - e la piccola, ma ricca Slovenia,
punta di lancia dell'Occidente nei Balcani e gia' membro di Ue e
Nato. Oggetto del contendere l'ipotesi di riconoscimento dell'
indipendenza della provincia serba a maggioranza albanese del Kosovo:
ipotesi che Lubiana, riecheggiando ad alta voce i sussurri di molte
cancellerie occidentali, considera ormai realistica, ma a cui
Belgrado si oppone strenuamente accusando il governo sloveno
d'ingerenza. La baruffa rischia di intaccare la consolidata tendenza
alla normalizzazione dei rapporti tra la nuova Serbia e la Slovenia,
in atto da tempo dopo gli scontri armati di inizio anni '90 - primo
atto della carneficina post-jugoslava - seguiti alla dichiarazione
d'indipendenza di Lubiana. Tutto e' cominciato con una serie di
dichiarazioni del ministro degli Esteri sloveno, Dimitrij Rupel,
decisamente possibiliste sulla secessione del Kosovo. Fino a che
Rupel non e' andato ancora piu' in la', criticando in modo aperto
''la mancanza di flessibilita''' sul dossier kosovaro dell'attuale
governo serbo del premier nazional-moderato Vojislav Kostunica,
accusato di essere disposto finanche a ''sacrificare le prospettive
di integrazione europea della Serbia''. Un attacco immediatamente
rimbeccato come ''irresponsabile'' dal portavoce del gabinetto di
Belgrado, Andreja Mladenovic, il quale non ha esitato a minacciare
''appropriate misure'' di rappresaglia politico-econonomica contro
Lubiana se i vertici sloveni non modificheranno il tiro. ''Se la la
politica della Slovenia non e' piu' quella di sviluppare un rapporto
rispettoso e proficuo di buon vicinato con la Serbia, e si propone
invece di aiutare la secessione del 15% del territorio serbo (il
Kosovo), ebbene il nostro governo se ne ricordera' e prendera' misure
appropriate'', ha tuonato oggi Mladenovic. A rasserenare il clima non
ha certo contribuito la pubblicazione sulla stampa balcanica da parte
dell'ex ambasciatore sloveno a Blegrado, Borut Suklje, di una lettera
attribuita a Zoran Djindjic, volitivo primo ministro liberale serbo
del dopo Milosevic ucciso in un attentato nel 2003. Una lettera
indirizzata ai capi di Stato dei maggiori Paesi al mondo, nella quale
Djindjic si dichiara pronto a piegarsi a un' eventuale indipendenza
del Kosovo, ritenendola inevitabile di fronte alle richieste della
comunita' albanofona locale (pari ormai a oltre il 90% della
popolazione della regione). Una posizione - quella attribuita a
Djindjic nel 2003 - che del resto non rappresenta oggi se non una
esigua minoranza in seno all'establishment serbo, inclusi buona parte
dei reduci di quel fronte democratico che sei anni seppe essere
protagonista della caduta del regime di Slobodan Milosevic. (ANSA). LR
02/08/2006 17:18

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KOSOVO: RUSSIA, NO A SCADENZE RIGIDE E A SOLUZIONI IMPOSTE

(ANSA) - BELGRADO, 7 AGO - La Russia e' contraria a soluzioni sul
futuro status della provincia serba a maggioranza albanese del Kosovo
che dovessero essere ''imposte alla Serbia''. Lo ha riaffermato oggi
a Belgrado un delegazione governativa di alto livello giunta da Mosca
per una visita dedicata alla discussione di dossier politici,
economici ed energetici. La delegazione, guidata dal ministro della
protezione civile Serghiei Shoigu - uno dei leader del partito
putiniano Russia Unita, nonche' copresidente del comitato
intergovernativo per la cooperazione bilaterale tra Mosca e Belgrado
- ha avuto incontri col presidente Boris Tadic e col premier Vojislav
Kostunica. Al termine dei colloqui il governo serbo ha diffuso una
nota nella quale si sottolinea che Shoigu ha ribadito a nome del
presidente Vladimir Putin la ''posizione di principio'' della Russia
sulla questione del Kosovo: provincia al centro di un difficile
negoziato internazionale stretto fra le pretese di piena indipendenza
della maggioranza albanofona e la strenua rivendicazione dei diritti
storici di sovranita' della Serbia. Mosca si conferma in particolare
''contraria'' all'ipotesi di soluzioni imposte dalla comunita'
internazionale, malgrado i crescenti segnali di disponibilita'
dell'Occidente a riconoscere l'indipendenza. E sottolinea che le
scadenze del negoziato (indicate da Usa e Ue per la fine del 2006 o
per la meta' del 2007) non possono essere fissate in modo rigido.
Kostunica, dal canto suo, ha rimarcato che ''il Kosovo e' e sara'
sempre parte integrante della Serbia''. E ha sostenuto che una
soluzione calata dall' alto rappresenterebbe ''un pericolo per la
pace e la stabilita' non solo dei Balcani'', ma anche di altre
regioni contese del globo. La delegazione russa - composta pure da
esponenti dei ministeri degli esteri e dell'economia e da una
rappresentanza di businessmen - ha poi affrontato con gli
interlocutori serbi alcuni temi della cooperazione economica
bilaterale. Una realta' assai consistente che rinsalda i tradizionali
legami slavo-ortodossi tra i due Paesi, hanno osservato le parti,
sottolineando in special modo ''l'importanza'' di nuove iniziative di
collaborazione in ambito energetico. A cominciare dal progetto in via
di definizione avviato dal colosso russo Gazprom con il partner
Srbijagas per la realizzazione di un gasdotto destinato ad
attraversare la Serbia per 400 chilometri e ad assumere un ruolo
strategico nel trasporto del gas nell'intera regione ex jugoslava e
balcanica. (ANSA). LR
07/08/2006 17:38

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KOSOVO: ONU; RUECKER, DIPLOMATICO TEDESCO NUOVO GOVERNATORE

(ANSA) - NEW YORK, 14 AGO - Il segretario generale dell'Onu Kofi
Annan ha scelto un diplomatico tedesco, Joachim Ruecker, come nuovo
governatore Onu del Kosovo, la provincia della Serbia a maggioranza
albanese. Lo ha annunciato oggi a New York il portavoce del
segretario generale Kofi Annan, Stephane Dujarric. Ruecker,
attualmente responsabile per l'Onu della ricostruzione economica in
Kosovo, sara' il sesto governatore del Kosovo e prendera' il posto
del danese Soren Jessen-Petersen. (ANSA). RL
14/08/2006 21:30

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www.radioyu.org
31.08.2006., 15,30

Dusan Batakovic, il membro della delegazione serba che conduce le
trattative sullo status statale del Kosovo, ha dichiarato che i
problemi in Kosovo non sono iniziati nell’anno 1987, ma bensi’
molto prima, e che proprio gli albanesi kosovari con la loro rivolta
nell’anno 1981 avevano aperto la via che avrebbe portato in seguito
alla distruzione dell’ex Jugoslavia. Il regime di Slobodan
Milosevic, le cue conseguenze negative sentiva piu’ degli altri il
popolo serbo, non aveva la soluzione adeguata per il problema
kosovaro. Bisogna comunque sempre tener presente che i problemi in
Kosovo non sono scoppiati nel 1987, ma bensi’ molto prima, ha detto
Batakovic nell’intervista rilasciata al settimanale “Ibarske
Novosti” di Kraljevo. Il popolo albanese, con la sua rivolta
nell’anno 1981 ha causato la profonda crisi politica nell’ex
Jugoslavia, sebbene godesse dei privilegi assoluti come una etnia
minoritaria nella Jugoslavia, ha ricordato Batakovic. Egli ha
valutato inoltre che il Kosovo sarebbe gia’ indipendente se non
fossero accaduti i cambiamenti democratici nella societa’ serba
nell’ottobre del 2000, che hanno dato campo libero alla
possibilita’ che sia ritrovata una soluzione di compromesso.

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http://www.resistenze.org/sito/te/po/se/pose6i03.htm

www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 03-09-06

Kosovo Methoija : Strategia per la secessione effettuata in più stadi

di Vladislav Jovanovic *

La strategia di secessione del Kosovo e Metohija dalla Serbia si
profila in più stadi. Uno è rappresentato nel ruolo dell'alto
rappresentante ONU in Kosmet: questi è formalmente eletto da parte
del segretario generale dell'ONU, però il suo mandato effettivo
dipende dagli USA. L'ambasciatore Richard Holbroke ha dato prova di
questo, quando ha apertamente invocato il primo capo dell'Unmik,
Bernard Kouschner, già noto per il suo anti-serbismo, di non badare
all'ONU, ma di decidere autonomamente; vale a dire, intendersi con
gli USA, cosa che lui faceva diligentemente, metodo in cui neanche i
suoi successori non gli sono stati inferiori, mentre continuamente
competevano nel rendersi simpatici ai leader albanesi e nel ricercare
le congratulazioni americane.

Il secondo stadio consiste nella sfilata di politici scelti e di
uomini di stato, i quali, rilasciando dichiarazioni adescanti,
saggiano il terreno di far ritenere inevitabile l’indipendenza del
Kosovo, cercando così di influenzare la, per ora, ferma opinione del
governo della Serbia, e di disorientare e demoralizzare la sua
opinione pubblica, facendo costantemente riferimento anche alle
decisioni del Gruppo di Contatto. Nelle situazioni in cui gli
argomenti a favore dell’indipendenza del Kosmet mancano, loro
sguainano le spade sul come la Serbia debba pagare per la "politica
repressiva" di Milošević nei confronti degli Albanesi. Quando anche
queste mosse rimangono prive di risultati, ricorrono al ricatto
contro la Serbia riguardo alla prospettiva del suo inserimento nelle
alleanze euro-atlantiche. Tentano inoltre di corrompere certe
personalità a mezzo di compensi pecuniari.

In aiuto gli giunge il governo USA, che tramite gli editoriali nel
Washington Post manda moniti alla Serbia per " il nazionalismo
endemico e per i pericoli ai quali si espone per questo ".

Il terzo stadio è rappresentato dalle fondazioni occidentali, gli
istituti di ricerca, i gruppi e le associazioni della cosiddetta
società civile, i quali, dopo gli incontri con l'entourage
governativo americano, oppure della NATO, mandano in onda programmi
sul Kosovo indipendente e si prendono cura che quest'ultimi vengano
ricevuti dalle stazioni riceventi nella Serbia, al fine di essere
ascoltati e divulgati in tutta l’opinione pubblica serba, ormai
confusa più che a sufficienza. Uno di tali generatori dei progetti è
il Patto per la stabilità nell'Europa sud-orientale, in cui con le
sue attività si è reso sfortunatamente celebre il predecessore
dell’attuale ministro degli affari esteri Vuk Drašković.

Il quarto stadio, a cui spetta il compito di elaborare le supreme
strategie dei tre stadi precedenti, rendendoli accettabili per lo
scettico popolo serbo, è rappresentato da queste "stazioni
riceventi". Certe organizzazioni non governative ne fanno parte; ai
quali la sola parola "serbismo" provoca un allergia mortale; per
esempio il suddetto predecessore di Drašković, che si agita in
continuazione nell'intento di convincere la Serbia che non le rimane
altro che di rinunciare al Kosmet, il partito LDP, i cui dirigenti
corrono in una gara con risultato pari, nello sforzo di rendersi
simpatici ai vari Cheku e Tachi, e ricevono le lodi e riconoscimenti
da parte dei mentori occidentali del separatismo albanese.

La politica ufficiale della Serbia per ora regge bene. Per garantirsi
il successo definitivo, occorre partire dalla premessa che alla
Serbia, l’entrata nella UE e il Partnertariato nella NATO, sono meno
importanti, di quanto invece tali organismi sono interessati di
vedere la Serbia tra le proprie file.

Questo per via dell'importanza geopolitica della Serbia e dei piani
di queste organizzazioni per l'ulteriore penetrazione verso Est, il
loro interesse di vederla nel proprio cortile prevarica l'interesse
della Serbia nel suo scopo di difendersi più efficacemente da vicini
poco sicuri e di risanare i problemi del suo impoverimento economico.
La politica ufficiale di Serbia deve rimanere anc<br/><br/>(Message over 64 KB, truncated)