Italia pattumiera della NATO

02.04.2007

Source: Pravda.ru

URL: http://italia.pravda.ru/italia/5267-0

Avevamo già sottolineato, nel caso della base americana di Ghedi,
l'uso a dir poco disinvolto che fa il nostro"fratello maggiore
alleato" del nostro territorio, compresi i laghi e i mari, che
evidentemente scambia per pattumiere, non di semplice sporco, ma di
ordigni mortiferi e forse radioattivi.

Sempre la base di Ghedi è al centro di un altro fatto inquietante: il
mattino del 16 Aprile 1999, in piena guerra del Kosovo, un caccia-
bombardiere F-15 U.S.A. Nato, in missione sui cieli della Ex-
Yugoslavia, è costretto a fare ritorno alla base per un "incidente
bellico" non specificato.

Ma la procedura di sicurezza (la loro, si immagina) dice che un aereo
non può atterrare in base carico di esplosivo, ...
... e siccome il caccia ha il ventre pieno di bombe, prosegue e
sgancia prima i due serbatoi supplementari, pieni di carburante,
sulle montagne di Asiago, e subito dopo 4 o 6 ordigni nel bel mezzo
del Lago di Garda, a metà tra Punta S. Vigilio e Gardone Riviera,
secondo I testimoni oculari di Toscolano Maderno e di altri paesini
della sponda bresciana. Anche dei pescatori, in barca al largo,
videro l'aereo basso che sganciava le bombe.

Bombe che risultarono essere, come affermato sommariamente da fonti
militari, del tipo "Cluster Bomb" a guida laser, contenenti ognuna da
200 a 400 "bomblet", che sono quei cilindretti, di solito di colore
giallo, che "seminati" inesplosi - come hanno fatto gli Israeliani in
Libano di recente - diventano delle vere e proprie mine anti-uomo,
per giunta anche galleggianti, pare.

All'epoca il Procuratore capo di Brescia, dott. Giancarlo Tarquini,
notò nella sua relazione che "per quanto attiene al tipo di bombe
scaricate dall'aereo Nato-Usa, sussiste la possibilità, concreta e
oggettiva, della rottura del contenitore, in gergo "canister"
nell'impatto con l'acqua e quindi può esservi presenza di ordigni
"bomblet" vaganti, che possono essersi innescati per semplice
rotazione."

Per questa considerazione fu vietata per alcuni giorni la navigazione
sul Lago.
Seguirono costose ricerche di Esercito e Marina Tricolore che non
portarono a nulla, se non ad un ulteriore aggravio per il
contribuente, anche perchè i responsabili a stelle e striscie come al
solito se ne fregarono, invece di rimediare al danno provocato.
Le solite Autorità preposte minimizzarono e glissarono dicendo che le
bombe non rappresentavano un pericolo essendo per così dire,
"annacquate" a 150 mt di profondità, e quindi innocue. Così dissero
questi irresponsabili, in palese mala fede.

Su sollecitazione di due parlamentari, Tiziana Valpiana (PRC) e
Sergio Divina (Lega), appartenenti alla nuova commissione che indaga
sull'uranio impoverito, presieduta dalla Sen. Lidia Menapace, sembra
che il "caso Garda" sia di nuovo attuale, anche perchè pare sia in
atto nella zona Gardesana un aumento dei linfomi di Hodgkin, forse
correlato al munizionamento all'uranio impoverito presente negli
ordigni finiti nel Lago.

La commissione vuol vederci chiaro, insomma. Verrà riaperta
l'inchiesta e il primo ad essere chiamato in causa dovrebbe essere -
il condizionale è d'obbligo, dati i precedenti) - il pilota dell'
F15 , nella remota speranza che possa fornire dati certi sul tipo,
quantità e contenuto degli ordigni gettati nel Lago.

La commissione auspica anche che le nuove ricerche, che inizieranno a
breve nel triangolo Padenghe-Sirmione-Punta S. Vigilio, possano dare
un migliore esito. Auspica inoltre detta commissione, con evidente
ingenuità, che il Governo vari una Legge che imponga agli aerei Nato
di non considerare i nostri mari e laghi come luoghi- pattumiera.
Vale la pena di ricordare che all'epoca c'era al governo il beneamato
centro-sinistra a guida D'Alema, mentre sappiamo che esiste una
precisa mappatura NATO, concordata con le autorità italiane, in cui
si designano le zone idonee per scaricare munizioni nei casi di
emergenza come quello del 16 aprile 1999.

Quindi il governo non poteva non sapere.

Va aggiunto che la zona di Lago in questione è tutt'altro che
geologicamente stabile, passando per il fondale una profonda faglia
già all'origine di terremoti recenti, come quello che due anni fa
sconvolse la città di Salò. Esiste inoltre una vena lavica che
alimenta le Terme di Sirmione.

Sono proprio "immerse e affogate" al sicuro, le bombe "amiche" usate
per le missioni di pace.

Mentre i nostri governanti fingono di andare a mettere ordine e
pulizia in casa d'altri, spendendo fra l'altro fior di quattrini - i
nostri - per sminare l'Afghanistan o il Libano, non si fà nulla per
recuperare le mine vaganti che, come frutti del male, allignano nel
Lago più grande e bello del Bel Paese.

Bisognerà aspettare che un gruppo di bambini in gita scolastica trovi
un simpatico "grappolo" di canisters, venuto magari a riva con la
corrente, o che un traghetto carico di gitanti vada a sbattere contro
una di queste bombe, venuta magari a galla, per gridare ancora una
volta all'ennesimo, inutile scandalo?

Claudio Negrioli (Clausneghe)

Tratto da: www.luogocomune.net


© 1999-2006. «PRAVDA.Ru». When reproducing our materials in whole or
in part, hyperlink to PRAVDA.Ru should be made. The opinions and
views of the authors do not always coincide with the point of view of
PRAVDA.Ru's editors.