www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 19-04-07 

da: www.pcpe.es , mailto://qboix@...
 
Intervista ad Aleka Papariga, Segretaria generale del Partito Comunista di Grecia (KKE)

 

“Unidad y Lucha”, giornale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)

 

10 aprile 2007

 

Il PCPE, nel suo lavoro di rafforzamento delle relazioni internazionali tra Partiti Comunisti, inizia a pubblicare in “Unidad y Lucha” una serie di interviste a dirigenti dei PC fratelli.

 

Aleka Papariga. Innanzitutto una breve sintesi della storia del KKE, per permettere ai lettori di capire la lotta attuale dei comunisti greci.

 

Il KKE venne fondato il 17 novembre 1918. L’anno prossimo verrà celebrato il 90° anniversario della sua fondazione.

 

Il KKE ha patito molte persecuzioni e sofferenze. Per molti decenni ha operato nell’illegalità e ha lottato nella clandestinità. Ma è sempre stato presente nelle grandi lotte del popolo greco, prima, durante e dopo la II Guerra Mondiale. Ha partecipato insieme alla grande maggioranza del popolo alla lotta contro il fascismo e l’occupazione tedesca tra il 1940 e il 1944, ma ha anche lottato orgogliosamente contro il nuovo intervento dell’imperialismo britannico e nordamericano in Grecia tra il 1945 e il 1949, che ha portato alla sconfitta dell’Esercito Democratico. Si è posto all’avanguardia della lotta durante tutti gli anni dell’illegalità e della lotta contro la dittatura fino al 1974, quando ha ottenuto il diritto di operare legalmente. Da allora, nel corso degli ultimi 33 anni, ha lottato instancabilmente per gli interessi del popolo e della gioventù.

 

Migliaia di suoi quadri e membri sono stati assassinati, incarcerati, esiliati e torturati in questi 90 anni. Per questo è impresso nelle nostre menti: non cederemo di fronte alle tante pressioni a cui siamo sottoposti, come non lo abbiamo fatto in tanti decenni. La giustizia è dalla parte della classe lavoratrice. E questa giustizia trionferà.

 

Dal momento della sua fondazione, il KKE è sempre stato un partito profondamente patriottico, ma allo stesso tempo profondamente internazionalista. Come cerchiamo di stare in prima linea nelle lotte a sostegno degli interessi del popolo del nostro paese, così vogliamo stare in prima linea nel compimento dei nostri doveri internazionalisti di solidarietà e amicizia nei confronti della classe operaia e dei popoli di tutto il mondo.

 

Quali sono i principali obiettivi che si pone il KKE per il XXI Secolo?

 

Il KKE deve corrispondere sempre più alla ragione della sua esistenza come Partito Comunista. Deve diventare più forte, lottando per gli interessi del popolo, e contribuendo a creare le condizioni necessarie per una grande Alleanza popolare, un Fronte di forze politiche e sociali per il Potere Popolare, l’Economia Popolare, per il Socialismo.

 

Il KKE trae lezioni dai suoi lunghi anni di esperienza, studia tanto le lezioni positive quanto quelle negative della sua difficile, gigantesca lotta per giorni migliori per il nostro popolo e il nostro paese.

 

Quali sono le ripercussioni delle decisioni dell’UE per la classe operaia e i contadini del suo paese?

 

Si sono avute conseguenze sfavorevoli a tutti i livelli per tutti i settori popolari del nostro paese. Per la classe lavoratrice, c’è stato un cambiamento totale nelle relazioni sindacali e nella stabilità della giornata di lavoro; sono state assunte ulteriori misure di austerità per realizzare gli obiettivi dell’ “unificazione europea”, tagli nei diritti alla sicurezza sociale, cambiamenti sfavorevoli nel sistema pensionistico e in campo sanitario, educativo, ecc. Siamo stati testimoni anche dell’eliminazione su larga scala dei piccoli e medi contadini e della concentrazione della terra nella sempre più ridotta cerchia dei moderni proprietari terrieri. Assistiamo ad una sempre maggiore limitazione dei diritti democratici; abbiamo misure poliziesche e repressive, mentre i governi greci applicano le decisioni dell’Unione Europea. Oggi l’Unione Europea è un’Unione capitalista. L’Unione Europea non è l’Unione dei popoli, appartiene ai monopoli e alle corporazioni multinazionali. Il KKE sogna e lotta per un’Europa unita, pacifica, socialista.

 

Qual è il vostro giudizio sull’ampliamento dell’UE?

 

L’ampliamento dell’UE non si realizza nell’interesse dei popoli. Né dei popoli degli stati già membri dell’UE, né di quelli degli stati che sono appena entrati. L’ampliamento è funzionale agli interessi del grande capitale, favorendo il controllo di nuovi mercati, la ricerca di nuove fonti di forza lavoro a basso costo e il saccheggio della ricchezza dei paesi membri da parte degli stati capitalisti più potenti. Come il KKE si è opposto all’entrata della Grecia nell’UE, con la stessa coerenza si oppone all’entrata di nuovi paesi.

 

Qual è la vostra opinione in merito al Partito della Sinistra Europea?

 

Generalmente, i partiti europei sono raggruppamenti creati dall’UE del capitale e delle multinazionali. Il Partito della Sinistra Europea, nella pratica, non può sottrarsi agli orientamenti dettati dall’UE. A nostro giudizio, rappresenta un tentativo di dividere il movimento comunista e la sinistra. Le pratiche utilizzate sono pratiche di controllo, emarginazione e separazione all’interno del movimento, promosse principalmente da alcuni partiti di paesi che sono alla testa dell’unificazione capitalista europea.

 

In realtà, il Partito della Sinistra Europea cerca di sostituire ed eliminare i partiti nazionali esistenti. Cosa molto diversa è la necessità di cooperare quando si presentano tanti fronti di lotta. Senza dubbio, questa cooperazione su basi solide, permanenti e nel rispetto della sovranità, potrebbe realizzarsi benissimo e correttamente senza l’esistenza di, o in opposizione a partiti come il Partito della Sinistra Europea.

 

Quali sono i principali movimenti di massa in Grecia, compresi quelli della gioventù? E qual è l’influenza del KKE in questi movimenti?

 

Il movimento sindacale gioca un ruolo primario. Oggi, le forze riformiste hanno la maggioranza nella Confederazione Generale dei Lavoratori Greci. In questa confederazione, il rapporto di forze è il seguente: Comunisti 23%, Socialdemocratici 46%, Conservatori 26% e Synaspismos (partito membro della Sinistra Europea) 5%. Allo stesso tempo, un ruolo significativo nello sviluppo del movimento di classe dei lavoratori lo svolge il PAME (Fronte Militante di Tutti i Lavoratori), che è membro dell’OIL e raggruppa nelle sue file decine di federazioni di categoria, centinaia di sezioni sindacali e di rappresentativi sindacalisti, e in cui anche i comunisti operano e organizzano grandi manifestazioni popolari.

 

Ci sono forze significative del KKE tra la popolazione rurale, nelle associazioni contadine e nel movimento radicale del PASV (Coalizione Militante di Tutti i Contadini). I comunisti operano anche nell’EEDYE (Comitato Greco per la Distensione Internazionale e la Pace), che è membro del Consiglio Mondiale della Pace e organizza grandi manifestazioni antimperialiste; nell’Alleanza Democratica per i Diritti e le Libertà del Popolo; nella Federazione delle Donne Greche (OGE); nell’EEDDA (Comitato Greco per la Solidarietà Internazionale Democratica), ecc.

 

Tra i giovani, il nostro partito e il KNE (Gioventù Comunista di Grecia) operano in tutti i luoghi in cui i giovani sono presenti e, in particolare, tra gli studenti.

 

Quest’anno, per molti mesi, siamo stati all’avanguardia di un grande movimento studentesco contro la legislazione proposta dal governo in materia educativa.

 

Come giudicate la realtà politica del Medio Oriente?

 

Il Medio Oriente è un’area cruciale. Non dimentichiamo le sue grandi riserve energetiche (petrolio, gas naturale, ricchezze minerali). Per questo, si trova nel vortice del nuovo ordine imperialista mondiale e della competizione tra potenti stati capitalistici. Gli USA, l’UE e la Russia, ed altre grandi potenze, competono tra loro per controllarlo. Il piano per la cosiddetta “democratizzazione del Medio Oriente” è un piano imperialista che costituisce una minaccia per i popoli della regione, e implica conflitti civili, guerre, regimi fantocci e governi controllati dall’imperialismo. Le tattiche aggressive di Israele, che sfociano nelle operazioni militari contro i palestinesi e il popolo del Libano, l’occupazione continua dell’Iraq e gli scenari di una sua spartizione, i piani di aggressione contro l’Iran e molti altri sono parte di questo progetto.

 

Le condizioni per qualsiasi soluzione sono la creazione di uno Stato Palestinese indipendente, sovrano e vivibile, il ritiro di tutte le forze di occupazione dall’Iraq e il rispetto del diritto del popolo del Libano di decidere sulla politica del proprio paese senza interventi. Nessun paese, nessuna “organizzazione internazionale” è legittimata ad intervenire o a determinare il corso dello sviluppo che un popolo desidera per il proprio paese.

 

Quale è la vostra opinione rispetto all’imperialismo oggi?

 

L’imperialismo, in quanto stadio superiore del capitalismo, sta diventando sempre più aggressivo e barbaro: a livello delle politiche interne in ogni paese, con l’intensificazione dello sfruttamento della classe lavoratrice e degli altri settori popolari e con la restrizione dei diritti e delle libertà democratici, e in ambito internazionale, con l’acutizzazione dell’ingerenza per la distribuzione dei mercati e delle zone di influenza, per il controllo delle risorse naturali, con lo scatenamento di guerre e conflitti imperialisti e la modifica delle frontiere. Per questo, la lotta contro il sistema imperialista deve essere rafforzata in tutti i luoghi.

 

Come giudicate i progressi ottenuti nel coordinamento dei rivoluzionari: situazione attuale, previsioni, proposte, ecc.?

 

In primo luogo, consideriamo positivo che forme di azione comune e di scambio di punti di vista si siano realizzati a livello internazionale e regionale tra partiti comunisti e operai. Diamo un giudizio molto positivo degli Incontri Internazionali dei Partiti Comunisti e Operai che hanno avuto inizio nove anni fa ad Atene per iniziativa del KKE e che continuano a svolgersi. L’anno scorso, l’Incontro Internazionale è stato organizzato dal PC Portoghese a Lisbona, mentre quest’anno sarà organizzato a Minsk dal Partito Comunista di Bielorussia e dal Partito Comunista della Federazione Russa. Crediamo che tali incontri debbano essere approfonditi e continuare. Consideriamo pure importanti gli incontri tra i partiti comunisti del Medio Oriente e del Mediterraneo Orientale, gli incontri dei Balcani, gli incontri europei e gli incontri che si realizzano in altri continenti. Questo processo deve continuare, approfondirsi e concludersi in ciò su cui siamo d’accordo: con azioni comuni.

 

Allo stesso tempo, consideriamo essenziale cominciare a discutere temi strategici nel Movimento Comunista Internazionale. L’imperialismo ha una sola strategia globale che applica in ogni regione. Lo stesso avviene con i partiti che appoggiano l’imperialismo, come i conservatori, i neoliberali e i socialdemocratici. Disgraziatamente, noi comunisti siamo gli unici a non essere ancora stati in grado di formulare una strategia di fondo di lotta contro l’imperialismo e per il socialismo.

 

Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare