HIER fuer diesen Text auf deutscher Sprache:
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ES LEBE DER TRÄUMER, DER AN DAS „NEUNTE LAND" GLAUBTE

HERE for the text of this petition in english:
https://www.cnj.it/CULTURA/handke.htm#handke_en
LONG LIVE THE DREAMER OF THE NINTH COUNTRY


https://www.cnj.it/CULTURA/handke.htm#appello


VIVA IL SOGNATORE DEL NONO PAESE


Qualcuno pensava di avere già visto tutto; invece mancava ancora qualcosa.

Avevamo già visto la guerra fratricida, scatenata dai revanscisti dell'Ordine Europeo hitleriano. Fatta di distruzioni, sevizie e spostamenti forzati di popolazioni intere.
Avevamo visto la cancellazione di un grande paese per decreto della "comunità internazionale", e, sempre per decreto della "comunità internazionale", la sua sostituzione con sei republichette delle banane, che pare diventeranno almeno otto, secondo il criterio del sangue, il criterio delle SS.
D'altronde, avevamo visto santificare i nazisti; bombardare i treni; trafficare armi nelle autoambulanze; delocalizzare lo sfruttamento; imporre che la stessa lingua fosse chiamata con quattro o cinque nomi diversi; chiamare "invasore" chi abitava la propria terra e "liberatore" chi usava uranio impoverito; regalare un feudo al contrabbandiere di sigarette; stuprare con le bottiglie; rapire e non restituire il cadavere; prendere a piccozzate gli affreschi medioevali; cannoneggiare i ponti; tagliare le teste; espropriare le case ai poveri per darle agli investitori stranieri; riscrivere la storia per infangare i partigiani della libertà e riabilitare visir e feudatari.

Qualcuno di noi pensava di avere già visto tutto. E invece mancava ancora la messa all'Indice dei poeti.

Al più grande drammaturgo di lingua tedesca contemporaneo stanno ritirando i riconoscimenti e stanno impendendo la rappresentazione delle sue pièces.

Non avviene laggiù, nel "paese delle guerre", bensì qui, in Francia e Germania, nell'Europa che vorrebbe essere di Voltaire e di Goethe. È qui, nel paese della Commissione, che viene considerato peccato mortale aver visto tutto quanto sopra e volerne persino riferire. È qui, nel paese dei Tribunali Internazionali, che è vietato porsi domande, viaggiare, interloquire con chi non si deve conoscere. È qui che è vietato descrivere il "nemico" come un essere umano, parlargli, capire.
La "colpa mortale" di Handke è infatti quella di aver presenziato - da "testimone", come ha precisato egli stesso - ai funerali di Slobodan Milosevic. Milosevic, che l' "Europa", per assolvere se stessa, vorrebbe capro espiatorio assoluto del dramma jugoslavo. Milosevic, che ha resistito alla prepotenza devastante dell' "Europa" fino a perirne.

Questa "Europa" che crea nemici mortali nel suo seno è ripugnante. L'Europa senza la Jugoslavia è ripugnante. Essa non potrà mai essere il nostro paese.

Handke si riferì al "Nono Paese" come metafora della Jugoslavia nel primo testo da lui scritto in merito alla tragedia scatenatasi nei Balcani dal 1991.

Abbiamo un fortissimo bisogno di "sognatori del Nono Paese"come Peter Handke. A lui va tutta la nostra stima, ammirazione e solidarietà.

<< La Jugoslavia, per quanto frammentata sia potuta essere, era il modello per l'Europa del futuro. Non l'Europa come e' adesso, la nostra Europa in un certo senso artificiale, con le sue zone di libero scambio, ma un posto in cui nazionalità diverse vivono mischiate l'una con l'altra, specialmente come facevano i giovani in Jugoslavia, anche dopo la morte di Tito. Ecco, penso che quella sia l'Europa, per come io la vorrei. Perciò, in me l'immagine dell'Europa è stata distrutta con la distruzione della Jugoslavia. >>       
(P. Handke)

Primi firmatari (in ordine alfabetico):
 
Tamara Bellone (Torino)
Peter Behrens (Trieste / Trst) 
Giuseppe Catapano (Roma)
Paola Cecchi (Firenze) 
Claudia Cernigoi (Trieste / Trst)
Adriana Chiaia (Milano) 
Spartaco Ferri (partigiano, Roma)
Mauro Gemma (Torino) 
Fulvio Grimaldi (Roma)
Dragomir Kovacevic (Alessandria)
Olga Juric (Paris)
Teodoro Lamonaca (Torino)
Serena Marchionni (Bologna)
Andrea Martocchia (Bologna)
Gian Luigi Nespoli (Sanremo)
Sandra Paganini (Roma)
Ivan Pavicevac (Roma) 
Miriam Pellegrini Ferri (partigiana, Roma)
Fausto Sorini (Bologna) 
Jasna Tkalec (Zagreb)
Gilberto Vlaic (Trieste / Trst)
Giuseppe Zambon (Frankfurt am Main)

Successive adesioni pervenute (in ordine cronologico):
 
Enzo Apicella (London)
Alessandro Leoni (PRC Toscana) 
Aldo Manetti (PRC Toscana)
Mauro Lenzi  (PRC Toscana) 
Stefano Cristiano  (PRC Toscana)
Susanna Angeleri  (PRC Arezzo) 
Donella Petrucci (PRC Toscana)
Ugo  Bazzani (PRC Pistoia) 
Sandro Trotta (PRC Livorno)
Luciano  Giannoni  (PRC Livorno) 
Roberto Cappellini (PRC Pistoia)
Claudia Rosati (PRC Firenze) 
Jacopo  Borsi (PRC Firenze)
Mauro  Gibellini  (PRC Massa-Carrara) 
Sergio Quarta (Giugliasco, CH)
Mirella Ruo (Casale Monferrato) 
Francesco Pappalardo (PRC Piombino)
Angela Biscotti (Mainz) 
Luciano Giannoni (PRC Livorno)
Gio Batta (Titen) Prevosto (Circolo SanremoCuba, Sanremo) 
Pasquale Vilardo (Giuristi Democratici, Roma)
Carlo Pona (Roma)
Marcello Graziosi (Modena)
Andrea Catone (Bari)
Enrico Barba (Gorizia / Stara Gorica)
Jean Toschi Marazzani Visconti (Milano)
Boris Bellone (Torino)


Per aderire all'appello scrivere a: jugocoord @ tiscali.it . Per informazioni sulle opere di Handke e per alcuni dei suoi testi riguardanti Milosevic e la Jugoslavia, oltre a tutti gli aggiornamenti sulle censure operate dalla Comedie Francaise e dal Comune di Duesseldorf si veda: https://www.cnj.it/CULTURA/handke.htm