Informazione
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=dKMzwhHzRps
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P8-TA-2015-0011&language=IT&ring=P8-RC-2015-0008
oppure http://comunicati.russia.it/risoluzione-del-parlamento-europeo-del-15-gennaio-2015-sulla-situazione-in-ucraina.html
L'Europarlamento chiede sanzioni più pesanti contro la Russia
In precedenza il Wall Street Journal aveva riportato che l'Unione Europea era pronta ad alleggerire le sanzioni contro la Russia e a normalizzare parzialmente le relazioni con Mosca in caso di cambiamento della posizione sulla situazione in Ucraina. A sostegno della revoca delle sanzioni contro la Russia si sono espressi l'Austria, l'Ungheria, l'Italia, Cipro, la Slovacchia, la Francia e la Repubblica Ceca.
CON L'AVVALLO DI TSIPRAS, AIUTA L'ATTACCO CONTRO I CIVILI DEL DONBASS E MINACCIA LA GUERRA ALLA RUSSIA
Nel momento in cui l'esercito ucraino inizia massicci bombardamenti dei quartieri residenziali di Donetsk e Gorlovka, l'Unione Europea vota nuove sanzioni alla Russia e pieno sostegno al governo golpista ucraino di Kiev che uccide la popolazione civile delle provincie orientali del Donbass. Con una decisione degna di Ponzio Pilato la Sinistra Europe - GUE - Tsipras si astiene dal voto. Solo.Eleonora Forenza del PRC Partito della Rifondazione Comunista ha votato contro. Mentre era scontato il voto delle forze conservatrici e socialdemocratiche, una certa sorpresa ha destato invece la spaccatura che è avvenuta tra i parlamentari del GUE/NGL (il gruppo unitario che raccoglie la maggior parte dei partiti comunisti e della sinistra continentale), diversi dei quali hanno preferito astenersi (come, tra gli altri, l'italiano Curzio Maltese e tutti gli appartenenti al partito greco di Syriza) o esprimere parere favorevole, come nel caso di molti eletti della Die Linke tedesca e di Barbara Spinelli, la più nota tra gli esponenti della “lista Tsipras” italiana (www.votewatch.eu).
Tra coloro che hanno votato contro questa mozione che contribuisce ad aumentare la tensione e i contrasti con la Federazione Russa e a confermare la pericolosa china del sostegno al fascismo e alle forme più brutali della repressione del dissenso democratico, su cui ormai da tempo si è avviata l'Unione Europea, c'è la maggior parte dei deputati comunisti aderenti al GUE/NGL, mentre i due parlamentari greci del KKE, che non fanno parte del GUE/NGL, non hanno partecipato alla votazione [http://www.marx21.it/…/25003-ucraina-e-fascismo-la-discussi… ].
La Lega Nord ha votato contro.
Complici inediti della crocefissione di antifascisti in Ucraina e civili nel Donbass. Questa e' la sinistra della Nato, senza se, con qualche flebile ma. Si chiamavano compagni, in modo indolore diventano camerati, ma si pensano aperti e moderni. Hanno pero' aiutato gli stragisti di Odessa e del Donbass con la loro astensione, indifferenti e insensibili. Perche'? Perche' vogliono tenere aperta una possibile collaborazione e complicita' col Partito Socialista Europeo. Sono diventati gli artisti di strada dell'imperialismo, la sinistra che non fa male, come la dolce euchessina, o l'aspartame, che pero' a lungo temine fanno ammalare. Anche per la sinistra della NATO vale lo slogan NO PASARAN. Ma diciamolo forte: vi credete innovatori e trasformatori, siete solo affabulatori e giuda dei popoli uccisi dalle politiche dell'Unione Europea.
Ecco i punti essenziali della delirante mozione europea dettata da Washington e dalla Nato: Leggendo all’interno della mozione approvata dal parlamento Europeo, oltre alla conferma del rinnovamento delle sanzioni verso la Russia vi si possono trovare alcuni punti che di sicuro raffredderanno ulteriormente i rapporti con Mosca e faranno alzare il livello di tensione generale:
-Al punto 5 “ Si condanna energicamente la politica definita aggressiva ed imperialista della Russia, che costituisce una minaccia per l’unità e l’indipendenza dell’Ucraina e rappresenta una minaccia potenziale per l’Unione Europea.”
– Al punto 6 “Si richiede la continuazione dell’odierno regime sanzionatorio dell’Unione Europea in particolare in occasione dell’imminente incontro del Consiglio del marzo 2015, dal momento che la Russia non rispetta e manca di aderire pienamente alle obbligazioni assunte, e sollecita la Commissione ad individuare strumenti per aumentare la solidarietà degli stati membri in caso di cronicizzarsi della crisi con la Russia.”
– Al punto 11 “Si ricorda che il 16 luglio il Consiglio dell’Unione Europea ha revocato l’embargo di armi nei confronti dell’Ucraina e che, conseguentemente, al momento non ci sono riserve, e nemmeno restrizioni legali, a che gli Stati Membri forniscano armi difensive all’Ucraina, la cui fornitura potrebbe essere basata su un accordo di affitti e prestiti.”
Al punto 13 “Si ritiene che l’ UE debba esplorare tutti i modi per sostenere il governo ucraino a migliorare le sue capacità di difesa e di protezione dei suoi confini esterni, e che ciò sia possibile solo dalla trasformazione delle forze armate aderenti all’ex Patto di Varsavia verso un esercito che sia vicino ai membri dell’Unione Europea ed in particolare da inquadrare all’interno dei piani di addestramento e armamento già previsti e in atto.
– Al punto 19 “Si sottolinea che, fra i progetti energetici, la priorità deve essere assegnata a quelli che diversificano le forniture e accoglie con soddisfazione l’interruzione del progetto South Stream.” ( Nota: il South stream sarebbe dovuto diventare la nuova linea di gasdotto che passando dall’Italia avrebbe dovuto rifornire di gas tutta l’Europa del Sud e parte dell’Europa centrale)
Ecco i punti essenziali della delirante mozione europea dettata da Washington e dalla Nato: Leggendo all’interno della mozione approvata dal parlamento Europeo, oltre alla conferma del rinnovamento delle sanzioni verso la Russia vi si possono trovare alcuni punti che di sicuro raffredderanno ulteriormente i rapporti con Mosca e faranno alzare il livello di tensione generale:
-Al punto 5 “ Si condanna energicamente la politica definita aggressiva ed imperialista della Russia, che costituisce una minaccia per l’unità e l’indipendenza dell’Ucraina e rappresenta una minaccia potenziale per l’Unione Europea.”
– Al punto 6 “Si richiede la continuazione dell’odierno regime sanzionatorio dell’Unione Europea in particolare in occasione dell’imminente incontro del Consiglio del marzo 2015, dal momento che la Russia non rispetta e manca di aderire pienamente alle obbligazioni assunte, e sollecita la Commissione ad individuare strumenti per aumentare la solidarietà degli stati membri in caso di cronicizzarsi della crisi con la Russia.”
– Al punto 11 “Si ricorda che il 16 luglio il Consiglio dell’Unione Europea ha revocato l’embargo di armi nei confronti dell’Ucraina e che, conseguentemente, al momento non ci sono riserve, e nemmeno restrizioni legali, a che gli Stati Membri forniscano armi difensive all’Ucraina, la cui fornitura potrebbe essere basata su un accordo di affitti e prestiti.”
Al punto 13 “Si ritiene che l’ UE debba esplorare tutti i modi per sostenere il governo ucraino a migliorare le sue capacità di difesa e di protezione dei suoi confini esterni, e che ciò sia possibile solo dalla trasformazione delle forze armate aderenti all’ex Patto di Varsavia verso un esercito che sia vicino ai membri dell’Unione Europea ed in particolare da inquadrare all’interno dei piani di addestramento e armamento già previsti e in atto.
– Al punto 19 “Si sottolinea che, fra i progetti energetici, la priorità deve essere assegnata a quelli che diversificano le forniture e accoglie con soddisfazione l’interruzione del progetto South Stream.” ( Nota: il South stream sarebbe dovuto diventare la nuova linea di gasdotto che passando dall’Italia avrebbe dovuto rifornire di gas tutta l’Europa del Sud e parte dell’Europa centrale)
La risoluzione sulla situazione in Ucraina, approvata dal PE il 15 gennaio segna una serie di record assoluti di tutta la storia parlamentare europea.
1)Record di ipocrisia.
2)Record di menzogna.
3)Record di doppiopesismo.
4)Record di prepotenza.
5) Record di irresponsabilità
Chi è curioso vada a vedere come hanno votato i deputati italiani (sul sito del PE). Vedrai che sorprese!
Esempio del punto 1, (ipocrisia), ad esempio: leggi il considerando A, che definisce valide le elezioni "nel - non ridete - rispetto generale delle libertà fondamentali". Non hanno visto i candidati gettati nei cassonetti. Non si sono accorti del pogrom di Odessa.
Esempio del punto 2, (menzogna): tutte le colpe sono dei separatisti, leggi il considerando D; o della Russia, leggi i consideranda G e F.
Esempio del punto 3, (doppiopesismo): condanna degli atti di terrorismo dei separatisti nell'Ucraina orientale e in Crimea (punto 1) dimenticando totalmente che dalla parte ucraina agiscono battaglioni privati di nazisti e nazionalisti ultra che massacrano i russi.
Esempio del punto 4, (prepotenza): là dove si applaude alla rinuncia dell'Ucraina allo status di paese non allineato. Evviva, tra poco entrerà nella Nato!
Esempio del punto 5, (irresponsabilità): richiesta di proseguimento dell'attuale regime di sanzioni contro la Russia (punto 7). Sono solo alcuni esempi.
Infine , il colmo dell'impudenza, inqualificabile, cialtronesco: Il Parlamento Europeo "riconferma il proprio sostegno ai fini dell'inchiesta internazionale sull'abbattimento del volo MH17 delle Malaysian Airlines". Non sanno, poveretti, che c'è una quaterna, o quadriglia, o quartetto, di paesi, due dei quali europei (Olanda e Belgio), uno quasi europeo (Ucraina), più Australia, che si sono auto-riservati il diritto di nascondere i risultati dell'inchiesta.
Quanto basta per considerare molto pericolosa l'attuale maggioranza dei Parlamento Europeo. Quelli sono pronti ad avallare qualsiasi golpe, incluso un golpe nazista. Anzi questo lo hanno già avallato.
da www.avante.pt | Traduzione di Marx21.it
Il 15 gennaio il Parlamento Europeo ha approvato una mozione in 28 punti (www.pressenza.com), che suona come una dichiarazione di guerra alla Russia e di sostegno esplicito sia al governo nazional-fascista che si è insediato in Ucraina in seguito a un vero e proprio colpo di Stato che, persino (con la richiesta di supporto militare all'esercito ucraino), al genocidio che le autorità di Kiev stanno compiendo nelle regioni del Donbass (punto 11 e 13 della mozione). Un documento che sembra ricalcare quello qualche tempo fa approvato dal Congresso degli Stati Uniti. Mentre era scontato il voto delle forze conservatrici e socialdemocratiche, una certa sorpresa ha destato invece la spaccatura che è avvenuta tra i parlamentari del GUE/NGL (il gruppo unitario che raccoglie la maggior parte dei partiti comunisti e della sinistra continentale), diversi dei quali hanno preferito astenersi (come, tra gli altri, l'italiano Curzio Maltese e tutti gli appartenenti al partito greco di Syriza) o esprimere parere favorevole, come nel caso di molti eletti della Die Linke tedesca e di Barbara Spinelli, la più nota tra gli esponenti della “lista Tsipras” italiana (www.votewatch.eu).
A respingere i contenuti vergognosi della mozione è stata anche Ines Zuber, parlamentare comunista portoghese, che, alla vigilia del dibattito, aveva scritto questa nota, da noi pienamente condivisa.
Mauro Gemma
Questa settimana sarà commemorato, al Parlamento Europeo, il 70° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Quasi contemporaneamente ci sarà la discussione sulla situazione in Ucraina. Da un lato si dirà che non accetteremo più il terrore fascista. Dall'altro, si appoggerà il terrore fascista, travestito da “transizione democratica”. L'esperienza ci insegna che la versione falsificata della storia, così spesso propagandata, quasi si trasforma in verità.
Ciò che è accaduto nel febbraio del 2014 in Ucraina non è stata una vittoria delle forze popolari che, giustamente, rivendicavano migliori condizioni di vita, abituate come sono ad essere governate da oligarchie ora del Partito delle Regioni ora delle “rivoluzioni arancioni”. Ciò che è accaduto è stata la costruzione e la promozione, da parte di USA e UE – e manipolando il giusto malcontento della popolazione ucraina – di un colpo di Stato promosso dalle “marionette” più utili in quel momento. - i settori dell'estrema destra di matrice fascista e neo-nazista (Svoboda e Settore di Destra). Questa non è una supposizione. Gli USA hanno ammesso il finanziamento del “movimento” con cinque milioni di dollari, sono state pure rese note le conversazioni telefoniche dell'ambasciata degli Stati Uniti a Kiev a proposito dei “cavalli” su cui scommettere e l'indifferenza di Catherine Ashton, vice-presidente della Commissione Europea, quando fu allertata dall'allora ministro estone degli Affari Esteri sul fatto che era forte l'evidenza che gli spari di franchi tiratori sul Majdan non provenivano da forze governative ma da forze del “movimento” appoggiato e promosso da USA e UE.
E' importante anche non dimenticare che USA e UE hanno cominciato a demonizzare il presidente ucraino deposto Yanukovich solamente quando egli si è rifiutato di firmare l'Accordo di associazione tra l'Ucraina e l'UE e “ha osato” chiedere aiuto finanziario alla Russia. E' stato innanzitutto l'interesse di costoro a firmare accordi – come, del resto, hanno fatto dopo il colpo di Stato – a legare l'Ucraina ai meccanismi di dipendenza economica e politica nei confronti delle troike interne alla UE, che impongono tagli salariali, tagli dei diritti sociali, alienazione delle risorse naturali e dell'apparato produttivo nazionale, privatizzazione di importanti settori pubblici, e creazione di una zona di libero commercio in cui l'Ucraina viene a trovarsi in condizioni estremamente svantaggiose. Giorni fa Juncker ha annunciato un “aiuto” aggiuntivo di 1,8 milioni di euro a Kiev, che avrà come contropartita l'espropriazione delle sue ricchezze.
Ciò che oggi è stato avviato è il processo di fascistizzazione dello Stato dell'Ucraina. I partiti fascisti, ultra-nazionalisti e di estrema destra controllano milizie private che seminano il terrore, la repressione e la violenza – anche attraverso assassini – tra tutti coloro che sfidano le autorità di Kiev, e controllano posizioni-chiave nei servizi di polizia e nei servizi segreti. Il Partito Comunista di Ucraina si trova sotto la minaccia di messa fuori legge, in un processo giudiziario che è iniziato in piena campagna per le elezioni dell'ottobre scorso, che l'OSCE considera essersi svolte in modo positivo. Da poche settimane è stato approvato un progetto di legge nel Parlamento ucraino che pretende di criminalizzare e mettere fuori legge l'ideologia e i simboli comunisti. La popolazione del Donbass e i patrioti ucraini che resistono alla fascistizzazione dell'Ucraina – volgarmente descritti nei media dominanti come “terroristi filo-russi”, definizione che è condivisa da USA e UE – sono diventati il bersaglio di una guerra genocida.
Ciò che è in causa con la situazione ucraina è il consolidamento del progetto di accerchiamento della Russia che la NATO sta mettendo in pratica e soprattutto, negli ultimi tempi, con la crescente dislocazione di mezzi ed effettivi militari della NATO nell'Europa dell'Est. Il dominio politico, economico e militare dell'Ucraina mira all'utilizzo di questo paese nella strategia della tensione e del confronto aperto con la Russia, il che comporta enormi potenziali pericoli per la sicurezza a livello mondiale.
In conclusione, è evidente che solo una soluzione politica potrà mettere fine alla crisi ucraina. Ma per garantire la pace, la sovranità, la democrazia e il progresso sociale in Ucraina è necessario che il dialogo si realizzi direttamente tra le due parti in conflitto, riconoscendo lo statuto di parte belligerante e il diritto di resistenza alle forze del Donbass che lottano contro la fascistizzazione del paese dopo un colpo di Stato. E' necessario che questo processo di dialogo sia centrato sulle rivendicazioni economiche e sociali delle popolazioni. Senza tali condizioni, non ci sarà pace ma solo imposizione.
Pubblichiamo la precisazione di Barbara Spinelli sulla mozione antirussa votata dal parlamento europeo :
Purtroppo l'approvazione di quella risoluzione non ha permesso al GUE di votare la propria mozione (B8-0027/2015) che difendeva una linea diametralmente opposta e che resta agli atti.
La tesi di chi accusa Spinelli e la Linke di appoggio alla mozione maggioritaria rimanda a una pagina del sito indipendente www.votewatch.eu. Quella pagina riporta dati corretti, registrando la divisione all'interno del GUE su dei singoli emendamenti alla risoluzione approvata, ma non sulla risoluzione stessa.
Tutti gli emendamenti presentati dal GUE/NGL sono stati bocciati dal Parlamento europeo. Le differenze all'interno di ciascun gruppo parlamentare sugli emendamenti non sono infrequenti, soprattutto quando si discutono argomenti particolarmente drammatici. Ben altra rilevanza avrebbe la divisione sul voto finale, che tuttavia non c’è stata. Ed è bene che non ci sia stata, alla luce dell'offensiva militare che il governo di Kiev ha lanciato in questi giorni nell'Est dell'Ucraina. >>
Bryan Macdonald | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
12/01/2015
Il Primo ministro dell'Ucraina Arseniy Yatsenyuk ha dichiarato, alcuni giorni fa, che fu l'Unione Sovietica ad invadere la Germania e l'Ucraina nella Seconda guerra mondiale. Nonostante i tentativi della stampa occidentale di seppellire la storia, la Russia ora chiede risposte da Berlino.
Niente è più assordante del silenzio. Lo so io, come lo sapete voi e si può essere certi che Angela Merkel lo sappia fin troppo bene. Perché allora è il governo della Cancelliera rifiuta di commentare le strabilianti osservazioni di Yatsenyuk? Le ragioni sono composite, come cercherò tra breve di spiegare.
Prima però, ecco l'esatta citazione di Yatsenyuk: "Tutti noi ricordiamo ancora chiaramente l'invasione sovietica di Ucraina e Germania - ha detto all'emittente di Stato tedesca ARD - E' da evitare [che si ripeta]". "Nessuno ha il diritto di riscrivere gli esiti della Seconda guerra mondiale - ha ancora aggiunto - e il Presidente russo Putin sta cercando di fare proprio questo".
Appena letto il tweet, ero convinto fosse uno scherzo, data la tanta disinformazione circolante sulla piattaforma e l'ho respinto automaticamente come citazione non appropriata. Sicuramente un politico di alto livello non dice una cosa del genere. Solo 24 ore più tardi però, mi sono reso conto che in realtà era stato proprio Yatsenyuk a pronunciare quelle parole.
Arseniy Yatsenyuk, apparentemente selezionato con cura per il posto di Primo ministro dalla diplomatica statunitense Victoria Nuland [1], crede che l'URSS abbia invaso la Germania nella Seconda guerra mondiale. Ciò contrasta la narrazione universalmente accettata che nella realtà la Germania abbia prima attaccato i sovietici con l'Operazione Barbarossa e, dopo aver respinto l'attacco, le forze sovietiche sono infine entrate a Berlino dove hanno incontrato le altre potenze liberatrici, Stati Uniti e Gran Bretagna.
Naturalmente, alcuni affermano che quello di Yatsenyuk sia stato un lapsus. Ma questa è una sciocchezza perché in effetti l'unica cosa a cadere è stata la sua maschera. Ho sentito già in precedenza commenti simili in Ucraina occidentale, la terra del Primo ministro. Yatsenyuk proviene da Chernivsti, ampiamente considerata la seconda capitale culturale della regione, dopo Lvov, da molti vista come la roccaforte nazionalista.
Qualcosa di interessante era solito avvenire in Ucraina ogni 9 maggio (anniversario della resa tedesca nel 1945). Kiev, Kharkov, Odessa, Donetsk, Dnipropetrovsk e tutte le altre grandi città, tranne una, celebrano la sconfitta dei nazisti. Molti a Lvov non hanno mai guardato troppo bene a questa data. Infatti, nel 2011, alcuni "patrioti" locali hanno attaccato un piccolo nucleo di veterani che commemoravano l'occasione [2].
La ragione di questo sentimento è semplice. Gli ucraini occidentali credono di aver perso la guerra. La loro parte è stata sconfitta. In parole povere, Yatsenyuk è solo un prodotto del suo ambiente. Tuttavia, questa volta ha espresso pubblicamente un'opinione che probabilmente in precedenza era riservata ai discorsi privati. E' possibile che pensasse che il pubblico tedesco avrebbe potuto trovarsi in sintonia con la sua posizione. Se è stato così, ha compiuto un enorme errore di lettura del popolo tedesco.
Gli standard dei libri di storia negli Usa e in Europa occidentale danno agli studenti l'impressione che la Seconda guerra mondiale in Europa sia stata una lotta tra Germania, Unione Sovietica, Francia e Regno Unito, con gli Stati Uniti a farsi coinvolgere nel conflitto successivamente. Gli altri paesi in cui è stata combattuta la guerra sono, in gran parte, considerati vittime della Germania. Questo è semplicistico. In realtà, la Germania non era da sola a invadere l'Unione Sovietica nel 1941. Anche le forze di Romania, Finlandia, Italia, Ungheria e Slovacchia hanno preso parte all'operazione ed elementi ucraini occidentali collaborarono con la macchina da guerra hitleriana. La differenza tra Ucraina e, per esempio, Slovacchia è che gli slovacchi giunsero a capire che il loro comportamento era sbagliato durante la guerra. Il leader filo-nazista, Jozef Tiso, è giustamente vituperato dalla stragrande maggioranza delle persone a Kosice e Bratislava. Tuttavia, in Ucraina occidentale, al loro capo Stepan Bandera, accolito di Hitler, è accordato il titolo di "eroe". In effetti, c'è una sua statua gigantesca di fronte alla stazione ferroviaria principale di Lvov.
Il riguardo ucraino per reliquie del passato nazista è sia imbarazzante, che preoccupante per la Germania. Sono convinto che la Merkel spesso abbia desiderato dai suoi alleati la ricerca di uno Stato cliente più ragionevole per fungere da antagonista verso la Russia. Il rifiuto dell'Ucraina di affrontare il proprio passato a testa alta è una piaga infetta per i diplomatici europei.
Proprio questa settimana, il Presidente ceco, Milos Zeman, è stato coinvolto in una discussione con giovani studenti ucraini sostenitori di Bandera. "Siete a conoscenza della dichiarazione di Bandera: «Devi uccidere ogni persona polacca tra i 16 ed i 60 anni di età»? Se dite di non saperlo, allora che razza di studiosi di cose ucraine siete?", ha scritto.
E Zeman prosegue: "Voglio dirvi che Bandera ha voluto fare dell'Ucraina uno stato vassallo della Germania... non posso congratularmi con un Paese che ha simili 'eroi nazionali'".
Questo spiega anche il silenzio dei media tedeschi sulle parole di Yatsenyuk. Se il pubblico tedesco fosse stato reso pienamente consapevole di ciò che l'ospite da Kiev aveva dichiarato, si sarebbe indignato. Tanto che la Merkel si sarebbe sentita in dovere di ritirare il sostegno all'Ucraina.
Se i commenti di Yatensyuk fossero stati ampiamente diffusi, avrebbero incoraggiato i revisionisti, che purtroppo non mancano, in Germania e altrove.
Così, quando sembrava che la storia dovesse finire lì, il ministero degli Esteri russo è intervenuto chiedendo a Berlino di definire la sua posizione ufficiale sulla verbosità di Yatsenyuk. La risposta, ammesso che arrivi, sarà da raccontare.
Dopo il voto della Rada sulla rinuncia allo status di Paese fuori dai blocchi, la Giunta al potere a Kiev compie un altro passo, casomai qualcuno non l'avesse intesa, sulla strada dell'aperta democratizzazione, intesa alla maniera di Stepan Bandera.
Secondo notizie d'agenzia, la Corte d'Appello di Kiev ha rinviato al Tribunale di primo grado il caso della proibizione del Partito Comunista d'Ucraina. In tal modo, scrivono le agenzie, è stata annullata la sentenza del Tribunale amministrativo distrettuale di Kiev sulla sospensione del procedimento.
La decisione sarebbe stata presa dopo l'esame del ricorso da parte del Ministero della Giustizia e del Servizio di Registrazione di Stato. Lo scorso 8 luglio, infatti, il Ministero della Giustizia aveva avviato una causa presso il Tribunale amministrativo distrettuale di Kiev per il divieto delle attività del Partito Comunista d'Ucraina, sulla base di una “documentazione di attività illegali dei comunisti” e di “partecipazione diretta dei rappresentanti del Partito Comunista alle azioni di guerra contro le forze ucraine”, presentata dal Ministro della Giustizia Pavel Petrenko.
Il 5 novembre scorso, tuttavia, la Corte distrettuale amministrativa di Kiev aveva sospeso l'esame della richiesta di divieto delle attività del PCU, fino a quando il tribunale non avesse esaminato le querele a sua volta presentate dallo stesso PCU contro il Ministero della Giustizia e il Servizio statale di registrazione.
Sempre nel luglio scorso, la Procura generale e il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina avevano avviato 308 procedimenti penali contro i membri del Partito Comunista ucraino. Secondo le accuse, i comunisti erano sospettati "di sostenere l'annessione della Crimea e la creazione delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk”.
Il vice Ministro della Giustizia Igor Alekseev aveva detto che in tribunale erano state fornite "prove inconfutabili" a conferma che "i vertici del Partito Comunista e i suoi esponenti locali erano intervenuti a sostegno del movimento separatista nelle regioni orientali."
Il 24 luglio era stata sciolta la frazione del Partito Comunista alla Rada. "Il gruppo comunista contava 33 deputati; 10 ne sono usciti, così che ora non ci sono sufficienti deputati per il funzionamento della frazione. Sciogliendo la frazione, abbiamo corretto un errore storico. Spero che non ci sarà più ideologia comunista nella nostra società" aveva detto l'allora speaker della Rada e attuale Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale, nonché capo della frazione parlamentare del "Fronte Popolare", Alexander Turcinov.
E una decina di giorni fa, poi, era stato portato all'OdG della Rada un disegno di legge per vietare la propaganda dell'ideologia comunista. Primo firmatario dell'iniziativa, ancora l'ex speaker della Rada Turcinov. Lo stesso Turcinov che, secondo le recenti dichiarazioni del deposto presidente ucraino Janukovic, sarebbe il diretto responsabile (era allora Presidente ad interim dell'Ucraina) dell'avvio delle azioni di guerra contro la popolazione del Donbass.
Secondo il testo del disegno di legge, firmato anche dai rappresentanti dei cinque partiti della Giunta di governo, la coalizione parlamentare in Ucraina intende vietare la propaganda comunista e anti-ucraina – insieme, teoricamente, a quella nazista e fascista tornate invece in gran voga - in qualsiasi forma. Uno degli obiettivi è anche "il completamento della decomunistizzazione di tutte le sfere della vita pubblica" dell'Ucraina affermano gli estensori del provvedimento.
Da parte sua, il Presidente della Repubblica di Donetsk Aleksandr Zakharcenko ha annunciato che i corpi dei soldati governativi morti nella battaglia per l'aeroporto cittadino verranno restituiti alla parte ucraina e anche i militari fatti prigionieri saranno consegnati alle famiglie. Nei giorni scorsi infatti, su insistenza del Presidente del Consiglio nazionale di difesa ucraino ed ex speaker della Rada, Aleksandr Turcinov, il presidente Petro Poroshenko ha gettato l'esercito all'attacco dell'aeroporto di Donetsk.
Secondo lo stesso Basurin, l'improvvisazione e la mancanza di preparazione degli attaccanti avrebbe causato la morte di oltre 200 soldati e il ferimento di altri trecento, oltre che la perdita di un'ottantina di mezzi corazzati e la cattura di numerosi combattenti da parte delle forze armate della Repubblica Popolare di Donetsk. Le milizie lamentano la perdita di 16 uomini e il ferimento di oltre 20. Sempre Basurin parla anche di oltre trenta civili uccisi da raid aerei ucraini (negati da Kiev) su Gorlovka, dove in precedenza si era avuta notizia di due morti, alla fermata cittadina di un autobus.
Intanto, mentre si attendono le conclusioni della riunione straordinaria dell'Osce dedicata specificamente all'Ucraina, il Ministero degli esteri russo conferma la partecipazione del Ministro Sergej Lavrov all'incontro a Berlino del cosiddetto Gruppo di Contatto secondo il “formato di Normandia” (Francia, Germania, Russia e Ucraina), in programma per oggi, mercoledì 21 gennaio.
Nessuna novità di rilievo invece da Kiev, considerando che le ultime notizie seguono perfettamente la linea tracciata da tempo dalle autorità golpiste sulla scia del redivivo Stepan Bandera: il Ministero per l'istruzione ha annunciato che sui manuali di storia a uso scolastico, d'ora in poi l'Urss verrà qualificata come potenza “occupante”. Il periodo postbellico sarà definito come “occupazione sovietica”; la Grande guerra patriottica (così veniva definita in epoca sovietica e lo è tuttora in Russia e in altri paesi dell’ex Urss; ma in Ucraina la si reputa una formula “propagandistica staliniana”) diventerà semplicemente Seconda guerra mondiale e l'organizzazione nazionalista fascista OUN-UPA diventerà un “combattente contro il nazismo”. Poco importa che gli attuali continuatori delle gesta efferate – contro soldati sovietici, contro ebrei e contro ucraini stessi – delle truppe di Bandera sventolino oggi proprio le insegne hitleriane. Inoltre, la liquidazione postbellica dei rimasugli di OUN-UPA che avevano collaborato coi nazisti viene definita come “lotta fratricida”. Di seguito, i nuovi manuali non conterranno più la frase “liberazione dagli occupanti fascisti” e al suo posto apparirà la “cacciata degli occupanti nazisti dall'Ucraina”. Si sottintende con ciò che, con la fine dell'occupazione nazista, nel 1944, l'Ucraina non rimase libera, ma si ritrovò a essere occupata da un altro oppressore. Così, i prossimi 8 e 9 maggio, giorni in cui in tutti i Paesi dell'ex Unione sovietica si ricorda la vittoria sulla Germania nazista, in Ucraina si festeggeranno il “Giorno del ricordo e della pacificazione” e il “70mo della fine della guerra in Europa”. Il finale è che “L'Ucraina è divenuta libera solo il 24 agosto del 1991, con la fine dell'Unione sovietica”.
Ma il vero finale della giunta golpista e delle sorti dell'Ucraina appare oggi tutto da scrivere.
I portabandiera della libertà
di Manlio Dinucci
Ha firmato il libro delle condoglianze per le vittime dell’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo e, definendolo «un oltraggioso attacco alla libertà di stampa», ha dichiarato che «il terrorismo in tutte le sue forme non può essere mai tollerato né giustificato». Parole giuste se non fossero state pronunciate da Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, l’organizzazione militare che usa come metodico strumento di guerra l’attacco terroristico contro le redazioni radiotelevisive.
Quello contro la radiotelevisione serba a Belgrado, colpita da un missile Nato il 23 aprile 1999, provocò la morte di 16 giornalisti e tecnici. Lo stesso ha fatto la Nato nella guerra di Libia, bombardando nel 2011 la radiotelevisione di Tripoli. Lo stesso nella guerra di Siria, quando nell’estate 2012 combattenti addestrati e armati dalla Cia (negli stessi campi da cui sembra provengano gli attentatori di Parigi) hanno attaccato stazioni televisive ad Aleppo e Damasco, uccidendo una decina di giornalisti e tecnici.
Su questi attacchi terroristici è calato in Occidente un quasi totale silenzio mediatico, e praticamente nessuno è sceso in piazza con le foto e i nomi delle vittime. All’attentato contro Charlie Hebdo è stata invece data una risonanza mediatica mondiale. E, facendo leva sul naturale sentimento di condanna per l’attentato e di cordoglio per le vittime, Charlie Hebdo è stato assunto da un vasto arco politico a simbolo di lotta per la libertà. Ignorando il discutibile ruolo di questa rivista che, con le sue vignette «dissacranti», si collocherebbe «alla sinistra della sinistra».
Nel 1999 il direttore di Charlie Hebdo, Philippe Val, sostiene con una serie di editoriali e vignette la guerra Nato contro la Iugoslavia, paragonando Milosevic a Hitler e accusando i serbi di compiere in Kosovo dei «pogrom» simili a quelli nazisti contro gli ebrei.
Stessa linea nel 2011 quando Charlie Hebdo (pur non essendoci più Philippe Val alla direzione) contribuisce a giustificare la guerra Nato contro la Libia, dipingendo Gheddafi come un feroce dittatore che schiaccia sotto gli stivali il suo popolo e fa il bagno in una vasca piena di sangue.
Stessa linea dal 2012 nei confronti della Siria quando Charlie Hebdo, rappresentando il presidente Assad come un cinico dittatore che schiaccia donne e bambini sotto i cingoli dei suoi carrarmati, contribuisce a giustificare l’operazione militare Usa/Nato.
In tale quadro si inserisce la serie di vignette con cui la rivista ridicolizza Maometto. Anche se essa fa satira allo stesso tempo su altre religioni, le vignette su Maometto equivalgono ad altrettante taniche di benzina gettate sul terreno già infuocato del mondo arabo e musulmano.
E appaiono ancora più odiose agli occhi di grandi masse islamiche perché a ridicolizzare la loro religione e la loro cultura sono degli intellettuali parigini, immemori del fatto che la Francia assoggettò al suo dominio coloniale interi popoli, non solo sfruttandoli e massacrandoli (solo in Algeria oltre un milione di morti), ma imponendo loro la propria lingua e cultura. Politica che Parigi prosegue oggi in forme neocoloniali.
Non c’è quindi da stupirsi se, nel mondo arabo a musulmano che ha in maggioranza condannato gli attacchi terroristici di Parigi, dilagano le proteste contro Charlie Hebdo. A coloro che in Occidente ne fanno la bandiera della «libertà di stampa», va chiesto: che cosa fareste se trovaste affisse per strada vignette porno su vostro padre e vostra madre? Non vi arrabbiereste, non la definireste una provocazione? Non pensereste che dietro c’è la mano di qualcuno che cerca di aprire una guerra con voi?
(dalla rubrica "L'arte della guerra", su il manifesto del 20 gennaio 2015)
http://www.repubblica.it/esteri/2014/12/03/news/incidente_a_centrale_nucleare_in_ucraina_sudorientale_ministro_energia_nessun_pericolo_aiea_nessun_commento-102029270/
By Tony Cartalucci - New Eastern Outlook / Global Research, May 17, 2014
Kiev avrebbe nascosto la gravità dell'incidente alla centrale nucleare di Zaporizhzhya (22/12/2014)
Elespiadigital rivela che hacker ucraini hanno scoperto la scioccante verità circa l'incidente nella centrale nucleare di Zaporizhzhya, nel sud-est dell'ucraina: livelli di radiazione 14,6 volte superiori a quelli consentiti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
Secondo i documenti sottratti dagli hacker, il giorno dell'incidente attorno alla centrale sono stati raggiunti livelli di radiazione 14,6 volte il limite consentito. Questo contraddice le dichiarazioni dei funzionari di Kiev e le relazioni dei media ucraini, che devono ancora far luce sulle vere cause che hanno indotto a disattivare il terzo reattore della centrale.
A peggiorare le cose, i documenti indicano che il governo ucraino avrebbe vietato alla stampa di parlare dell'incidente nucleare che potrebbe mettere in pericolo la popolazione di gran parte d'Europa. Una nuova "Chernobyl"?
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=9900
Source: Hackers ucranianos revelan que Kiev ocultó la gravedad del accidente en la central nuclear de Zaporizhzhya (21/12/2014)
http://www.elespiadigital.com/index.php/noticias/historico-de-noticias/7878-hackers-ucranianos-revelan-que-kiev-oculto-la-gravedad-del-accidente-en-la-central-nuclear-de-zaporizhzhya
Seconda puntata del reportage nel paese dell’Europa orientale dilaniato ormai da mesi da un conflitto che, in barba alle tregue dichiarate, continua a mietere fame, morte e distruzione. Dopo Slovianks e Kiev, ilfattoquotidiano.it ha visitato una delle due province ribelli che, in risposta alla rivolta di Euromaidan, hanno dichiarato unilateralmente la propria indipendenza scatenando la reazione militare del governo ucraino: la Repubblica popolare di Lugansk, proclamata tale il 27 aprile 2014. Dalla “Capitale” ai suoi sobborghi, come Novosvetlovka, fino alla linea del fronte a Pervomajsk lo scenario è sempre quello: distruzione sistematica di scuole, ospedali, abitazioni residenziali, acquedotti e linee elettriche. “E la chiamano operazione antiterrorismo”, accusa Anrej, soldato dell’Armata dei Cosacchi del Don, una delle milizie che sta combattendo contro le forze ucraine. Gli fa eco il suo generale, Pavel Drjomov: “Kiev vuole il nostro territorio, per questo sta facendo terra bruciata”. La prospettiva di una pacificazione e di una soluzione diplomatica alla crisi non viene nemmeno presa in considerazione. “Dopo i crimini commessi dagli ucraini è impossibile”, dicono tutti, militari e civili. Quindi avanti tutta verso l’indipendenza, con l’aiuto logistico, umanitario e militare della madrepatria: la Russia, che nel Donbass è rimasta ancora Unione sovietica. Tant’è che il l’attuale conflitto viene percepito dai miliziani come una prosecuzione della “Grande guerra patriottica“, la Seconda guerra mondiale, combattuta “contro i nuovi nazisti“: non più tedeschi, ma, secondo loro, americani e ucraini. “Maidan è scoppiata all’inizio per avere un sistema sociale più giusto. Che però non è quello dell’Ue, ma è l’Urss“, ricorda malinconicamente Adrej...
di Lorenzo Galeazzi e Vauro Senesi - un ringraziamento a Eliseo Bertolasi per la logistica e a Anna Lesnevskaya per le traduzioni
Guardano con 'simpatia' agli inizi della rivoluzione di Maidan: "Poi sono state le oligarchie filo occidentali a strumentalizzarla trasformandola in scontro xenofobo e fascista". E il loro obiettivo è "ricominciare a ricostruire scuole, ospedali gratuiti"...
18 dic 2014 – Non c’è solo il Medio Oriente, il vignettista ricorda un altro conflitto alle porte dell’Europa tra filorussi e truppe regolari ucraine. Anche in Ucraina sboccia il fondamentalismo, come tra le fila del battaglione Azov che combatte con la croce uncinata nazista…
Una seconda Chernobyl minaccia l'Europa
di Eliseo Bertolasi
Lo scorso 30 dicembre Mosca, il sito ufficiale del Ministero degli Affari esteri, ha lanciato un allarme riguardo ai rischi di una possibile catastrofe nucleare in Ucraina: il Primo Ministro ucraino Jazenjuk ha firmato un accordo con una società americana per la fornitura di combustibile nucleare per le centrali nucleari ucraine. Combustibile che, a detta degli scienziati, sarebbe incompatibile con le centrali ucraine. Si prospetta una nuova Chernobyl, dicono da Mosca
Non tutto il combustibile è uguale
Un rischio sistemico
Una vera emergenza
Voci critiche dall'Ucraina
L'autore
Ucraina: ennesimo incidente tra le centrali nucleari
di Eliseo Bertolasi
Nella notte del 15 gennaio, un incendio ha interessato la centrale nucleare sud-ucraina della città di Nikolaev. La notizia, data dall'ufficio stampa del Dipartimento di Stato ucraino è solo l'ultima di una lunga serie.Da quando la società statunitense Westinghouse sta cercando di utilizzare il proprio combustibile nucleare sui reattori di progettazione sovietica presenti in Ucraina, questi incidenti si succedono con inquietante frequenza
NOME E COGNOME DELL'AVIERE UCRAINO CHE HA ABBATTUTO IL VOLO MH17
"Momento della verità", trasmissione del canale 5 russo, condotta da Andrei Karaulov, ha aperto diverse pagine fino ad ora sconosciute. Da chi ha avuto le informazioni Karaulov non viene detto. Ma lui stesso sfida gli eventuali contestatori: "Che mi interroghi la Commissione Internazionale che indaga sull'abbattimento del Boeing". Affermazioni, dunque, da verificare, ma troppo nette per poter essere gettate nel cestino come dei "si dice". Vediamo se, da chi e come saranno smentite. Intanto eccole, qui riassunte:
1) Quella mattina dei 17 luglio era in volo nello spazio aereo ucraino una intera squadriglia dell'aviazione ucraina. Se ne conosce il numero: la 229-esima, composta da numero quattro Sukhoi-25, di cui si conoscono i numeri dipinti sulla fusoliera: 06, 07,08, 38.
2) Il Boeing malaysiano è stato abbattuto dal Sukhoi-25 che portava il numero 08.
3) Il pilota che lo guidava era il vice colonnello Dmitro Jakazuz. Che il giorno dopo il massacro è partito alla volta degli Emirati Arabi Uniti. Secondo le affermazioni di Karaulov, si trova ancora da quelle parti. Sempre che sia ancora vivo.
4) Il controllore di volo che, da Kiev, seguiva gli eventi quella mattina si chiama Anna Petrenko. Dalle pagine Facebook che la riguardano si vedono le foto con il suo fidanzato, di Settore Destro. Ma questo è il meno. Il giorno 18 luglio, successivo all'abbattimento del Boeing, Anna Petrenko è partita per le ferie. Che continuano a tutt'oggi (sempre che sia ancora viva). Non risulta che la Commissione Internazionale d'inchiesta abbia cercato di interrogarla.
Conclusione provvisoria. Fin d'ora si può dire che l'Occidente sta superando se stesso nel vortice delle menzogne. In difesa di un gruppo di criminali portati al potere da un colpo di stato guidato da squadre naziste, finanziate dagli Stati Uniti d'America, e sostenute da alcuni paesi europei, come la Polonia e la Lituania.
Fonte: pagina FB "Fronte Sud", 3/12/2014
https://www.facebook.com/southfrontital/posts/679491385503102
ecco finalmente il FAMOSO VIDEO della BCC Russia che dimostra che il volo MH17 e' stato ABBATTUTO DA I CACCIA DI KIEV.
CENSURATO IL GIORNO DOPO.
PandoraTv l'aveva mostrato e ora si sono presi una denuncia !!!
Ecco la spiegazione di Pandora Tv
http://www.youtube.com/watch?v=f3UpgxLZDFE
Ecco il video integrale della BBC in Russo sottotitolato in inglese.
http://www.youtube.com/watch?v=rVdwUdlswOY
Qualche volta la BBC dice la verita' anche se solo per un giorno.
La saga delle menzogne sulla 'Ustica ucraina' è sempre di più la metafora della fine della illusione democratica del mondo occidentale…
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=113082&typeb=0&MH17-l-agonia-di-una-menzogna
PTV News 10 dicembre 2014 – MH17. Cosa hanno da nascondere? / L’Europa può rinunciare al South Stream?
http://www.pandoratv.it/?p=2478
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=L6_5xZSaWYU
PTV News – speciale – MH17: spunta un testimone oculare
http://www.pandoratv.it/?p=2475
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=3s3yJgFxfhE
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=yKigr2PRHeY
Nel pomeriggio, circa un'ora prima dell'abbattimento del "Boeing", erano stati fatti decollare 3 bombardieri. Non ricordo l'ora precisa. Un aereo era dotato di missili "aria-aria". Era un Su-25", - ha detto la fonte rimasta nell'anonimato al giornale.
Quel giorno tornò alla base solo il bombardiere dotato dei suddetti missili, mentre gli altri 2 aerei da guerra erano stati abbattuti. Il bombardiere non aveva munizioni e il pilota, che il testimone ha indicato con le generalità Vladislav Voloshin, era "molto spaventato". "Aveva forse paura di essere punito per aver abbattuto il "Boeing", confuso probabilmente per un aereo militare nemico, "- ha dichiarato la fonte.
Il testimone ha inoltre raccontato che i missili installati sul “Su-25” in precedenza erano stati disattivati, ma una settimana prima dello schianto del "Boeing" erano stati rimessi in funzione "con urgenza".
L'interlocutore del giornale non esclude che il pilota possa aver confuso il "Boeing" con un caccia. "La distanza era grande, non era in grado di vedere esattamente che tipo di aero fosse," - ha detto, spiegando che questo tipo di missili hanno una gittata fino a 10 chilometri.
Il Boeing 777 della compagnia aerea Malaysia Airlines, partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, si è schiantato il 17 luglio nei pressi di Donetsk. A bordo si trovavano 298 персоне: non c'è stato alcun superstite. Le autorità di Kiev hanno accusato le milizie separatiste di aver provocato il disastro, a loro volta i filorussi hanno dichiarato di non aver mai avuto armi per abbattere un aereo di linea in quota di volo.
Fonte: http://italian.ruvr.ru/news/2014_12_23/Nei-media-pubblicate-prove-coinvolgimento-Ucraina-in-abbattimento-Boeing-malese-4149/
Un testimone parla con i giornalisti della Komsomolskaja Pravda. Ha visto il pilota che ha abbattuto il Boeing malaysiano. Lo conosceva e ne conosce il nome: un capitano, di nome Voloshin. Ha visto il Su-25 che prendeva il volo con missili aria-aria sotto le ali, tornare a terra senza quei missili. Aeroporto di partenza: vicino a Dnepropetrovsk. Lo ha sentito dire: "non era l'aereo giusto". E molte altre cose. Un'altra versione della tragedia, ma anche questa è una versione che parla della responsabilità ucraina nell'incidente. Il nome del testimone (ucraino) non viene rivelato "per ragioni di sicurezza". E' fuggito in Russia ma ha lasciato i parenti in Ucraina.
La Commissione d'inchiesta russa lo interrogherà al più presto. Vedremo se la Commissione Internazionale farà altrettanto. Intanto il mondo dell'informazione internazionale ha dimenticato il Boeing abbattuto. Adesso che i sospetti si addensano sull'Ucraina, è meglio non parlarne.
25 Декабря 2014 14:50
Capitano Vladislav Valerevich Voloshin: “l’aereo era nel posto sbagliato al momento sbagliato“. Vladimir Sungorkin, Dmitrij Steshin e Nikolaj Varsegov, Komsomolskaja Pravda (kp.ru) – Fort Russ
PER COSA E' STATO PREMIATO IL PILOTA VOLOSHIN?
Sul sito del Presidente dell'Ucraina, Petro Poroshenko, è presente un decreto presidenziale (numero 599/2014) che concede al pilota Voloshin l'ordine "Per il coraggio", di terzo grado. La data in cui è stato firmato è quella del 19 luglio 2014, due giorni dopo l'abbattimento del Boeing malaysiano nei cieli dell'Ucraina. Il nome di Voloshin è apparso sulla Komsomolskaja Pravda e in diversi canali tv russi come quello del pilota del Sukhoi 25 che avrebbe abbattuto l'aereo malaysiano con 298 persone a bordo il 17 luglio scorso.
Continua a distanza di mesi lo scambio di accuse tra governo russo e regime ucraino sull’abbattimento il 17 luglio scorso di un Boeing della Malaysian Airlines che provocò la morte di tutti i passeggeri e dell’equipaggio, episodio che contribuì ampiamente a rafforzare le sanzioni già imposte contro Mosca da parte di Stati Uniti e Unione Europea.
Stavolta ad accusare il regime ultranazionalista di Kiev è un militare ucraino - di cui però non sono state fornite le generalità - che ha disertato, consegnandosi alle autorità russe, e che avrebbe raccontato alla speciale commissione di inchiesta istituita da Mosca che ad abbattere il volo di linea MH17 della Malaysian Airlines sarebbe stato un caccia ucraino SU-25 pilotato dal capitano Voloshyn delle forze aeree di Kiev.
"Secondo il resoconto fornito da questo uomo, che ora viene trattato come testimone e al quale è stato assegnato uno pseudonimo per garantire la sua sicurezza, il Boeing 777 (…) potrebbe essere stato abbattuto il 17 luglio di quest'anno da un jet ucraino ", ha detto il portavoce del comitato d'inchiesta russo Vladimir Markin.
Già nell’agosto scorso alcuni media malesi di lingua inglese, citando fonti dei servizi segreti statunitensi, avevano diffuso questa versione dei fatti in controtendenza con la grande stampa internazionale che, senza alcuna prova, continuava ad accusare indifferentemente i guerriglieri del Donbass oppure direttamente le forze armate russe, anche se poi le perizie sulla fusoliera del velivolo hanno rivelato che a causare l’abbattimento furono proiettili di piccole dimensioni sparati da una distanza ravvicinata, escludendo così sia l’ipotesi di un missile a spalla – di quelli in possesso dei ribelli – sia del missile terra-aria presuntamente usato dalle forze armate di Mosca.
Secondo la versione fornita dal quotidiano russo Komsomolskaya Pravda nei giorni scorsi, basata sulle presunte rivelazioni del militare ucraino disertore, il 17 luglio nella zona di guerra sorvolata dal boeing malese erano stati abbattuti due aerei militari ucraini e il pilota di un terzo velivolo di Kiev, "spaventato", avrebbe mirato al volo civile per errore, sparando anche un missile aria-aria, forse confuso dai colori della compagnia di bandiera malesiana simili a quelli della bandiera russa.
Nessuna traccia di questa versione – tutta da confermare, ovviamente – sulla stampa italiana mentre a pochi giorni dall’entrata in vigore di una nuova tregua, che per ora sembra tenere, i rappresentanti della Giunta ucraina e quelli delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk sono impegnati in un nuovo ciclo di negoziati che potrebbe sfociare in un nuovo incontro tra le due delegazioni già nelle prossime ore.
lunedì 19 gennaio 2015
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